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Coronavirus in India, cadaveri bruciati per strada e 315mila casi in un giorno

L'India è attualmente il Paese più colpito al mondo dal Coronavirus.

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L’India è uno dei Paesi più colpito dal Coronavirus. Negli scorsi mesi l’ultima ondata della pandemia si è abbattuta in modo catastrofico sulla capitale Dehli e sulle altre città. I numeri attualmente sono i più alti al mondo: 332.730 nuovi casi e 2.263 morti nelle ultime 24 ore.

Le condizioni di povertà non aiutano, con ospedali al collasso e senza le attrezzature necessarie per salvare i pazienti. In strada, intanto, vengono bruciati i cadaveri.

L’emergenza Coronavirus in India

La situazione in India è drammatica. Il Governo negli ultimi tempi ha allentato in modo eccessivo le misure di restrizione. A gennaio scorso il premier Narendra Modi credeva che i rischi fossero ormai scongiurati. “A dispetto di previsioni catastrofiche secondo le quali saremmo stati travolti da uno tsunami di infezioni, abbiamo salvato molte vite: l’India è il Paese col più basso tasso di mortalità del mondo.

Ci siamo salvati e contribuiremo a salvare l’intera umanità da una immane tragedia“, aveva detto.

Il primo Paese ad oggi con il numero di casi di positività e di morti giornalieri per Coronavirus più alto, tuttavia, è proprio l’India. Probabilmente la colpa è anche di una variante del virus che corre veloce. “Ognuno sta combattendo per la propria sopravvivenza e cerca di proteggere i propri cari. Sono scene difficili da guardare”. Lo ha dichiarato Bhramar Mukherjee, professore di biostatistica ed epidemiologia.

Non c’è una rete di sicurezza sociale per gli indiani”.

Ospedali al collasso e morti in strada

L’India non soltanto si trova in questa situazione per i comportamenti della popolazione, bensì soprattutto per il carente sistema sanitario. Esso è incapace di fronteggiare l’emergenza. Nelle strutture sanitarie mancano gli strumenti necessari, tra cui l’ossigeno. Soltanto qualche giorno fa, inoltre, un incendio è scoppiato provocando diversi morti tra i pazienti. I cadaveri delle persone morte per Coronavirus, intanto, vengono bruciati in strada. Non c’è spazio nei cimiteri e nei crematori.  

Nata a Palermo, classe 1998, è laureata in Scienze delle comunicazioni per i media e le istituzioni e iscritta all'Albo dei giornalisti pubblicisti. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Mediagol e itPalermo.


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Chiara Ferrara

Nata a Palermo, classe 1998, è laureata in Scienze delle comunicazioni per i media e le istituzioni e iscritta all'Albo dei giornalisti pubblicisti. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Mediagol e itPalermo.

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