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Ipotesi Green Pass obbligatorio per i lavoratori. L’opinione del giuslavorista Ichino

L'opinione dell'esperto giuslavorista Pietro Ichino sulla richiesta di Confindustria di un Green Pass obbligatorio per tutti i lavoratori

Green Pass obbligatotrio

La richiesta di Confindustria di un Green Pass obbligatorio per andare al lavoro che ha già incassato il no secco dei Sindacati, divide il mondo politico e produttivo. C’è chi la ritiene perfino illegittima: è davvero così? L’opinione del giuslavorista Pietro Ichino

L’ipotesi Green Pass obbligatorio per i lavoratori che divide

Come è noto, Confindustria ha proposto un Green Pass obbligatorio per tutti i lavoratori. In sostanza la richiesta sarebbe quella di permettere l’ingresso in azienda solo a chi può dimostrare, attraverso il green pass, di essersi vaccinato.

Una proposta che, come era facile prevedere, ha incassato subito il secco rifiuto del mondo sindacale. Perfino con una nota di ironia come nel caso del segretario della Cgil Maurizio Landini, che ha così commentato l’ipotesi degli industriali:

“Spero sia stato un colpo di caldo.

In questo anno di pandemia i lavoratori sono sempre andati in fabbrica in sicurezza”.

C’è da dire che la proposta al momento non sembra aver raccolto molti consensi nel mondo politico e qualche perplessità è arrivata perfino dagli stessi imprenditori. Si tratta del resto di un argomento a dir poco spinoso: la libertà di chi sceglie di non vaccinarsi di fatto potrebbe limitare quella dei vaccinati di lavorare in sicurezza e soprattutto tornare a una parvenza di normalità.

Inoltre, secondo molti esperti , il rischio di una quarta ondata è più di una possibilità se si permette al virus di circolare (e quindi di replicarsi) indisturbato.

Green Pass obbligatorio per i lavoratori: sarebbe legittimo?

Ma dal punto di vista meramente legale, la proposta di Confindustria è davvero legittima? C’è chi ipotizza addirittura che l’obbligo richiesto dall’associazione degli industriali sia incostituzionale.

A tal riguardo in un’intervista al Corriere della Sera, il Professore Pietro Ichino – giuslavorista, ex parlamentare, ex sindacalista – sembra proprio non aver dubbi: la richiesta di Confindustria è assolutamente legittima.

E non solo. Secondo l’esperto, gli imprenditori potrebbero addirittura adottarla di propria iniziativa senza dover attendere un provvedimento legislativo ad hoc:

“L’articolo 2087 del Codice Civile obbliga il datore di lavoro ad adottare tutte le misure consigliate dalla scienza, dalla tecnica e dall’esperienza idonee a ridurre al minimo, se non azzerare, ogni rischio per la sicurezza e il benessere fisico e psichico del lavoratore. L’art. 15 del Testo Unico sulla sicurezza ((d.lgs. n. 81/2008) obbliga il datore, dove possibile, a non limitarsi a misure protettive, ma adottare le misure idonee ad eliminare radicalmente il rischio per la sicurezza e la salute del lavoratore. L’art. 20 (sempre del Testo Unico della sicurezzan.d.r ) invece, obbliga il lavoratore a conformarsi alle misure di sicurezza adottate dal datore secondo le due prime norme”.

Green pass obbligatorio per lavoratori: sarebbe costituzionale?

E riguardo l’ipotesi di incostituzionalità con riferimento all‘articolo 32 della Costituzione sulla libertà di scelta sulla libertà di scelta per i trattamenti medico-sanitari, a meno che la legge non preveda un obbligo, l’esperto ha risposto che “La stessa norma costituzionale ha come primo oggetto la protezione della sicurezza e della salute di tutti. Libero dunque ogni cittadino di non vaccinarsi, finché una legge non prevede questo obbligo; ma non di mettere a rischio la salute degli altri. E libero ogni imprenditore, dove la vaccinazione costituisca la misura più efficace per la tutela dei propri dipendenti, di richiederla in forza delle norme che ho appena citato: che sono pur sempre leggi dello Stato”

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