L’accordo tra Stati Uniti e Iran, reso pubblico di recente, ha suscitato numerose reazioni e dibattiti internazionali. Il memorandum di comprensione, che dovrebbe essere firmato in Svizzera, stabilisce le basi per un accordo finale che potrebbe cambiare gli equilibri geopolitici in Medio Oriente.
Il presidente Donald Trump ha dichiarato che i 60 giorni previsti per i negoziati non sono una scadenza rigida, sottolineando che potrebbe essere necessario più tempo per raggiungere un accordo definitivo.
“Finché si comportano bene, non mi interessa”, ha affermato Trump, indicando una certa flessibilità nelle tempistiche.
Le principali clausole dell’accordo
Il memorandum, composto da 14 punti, prevede innanzitutto la cessazione dei combattimenti su tutti i fronti, compreso il Libanodove Israele sta combattendo contro Hezbollah. Questa clausola rappresenta una vittoria per il regime iraniano, che ha sempre condizionato un accordo di pace alla situazione in Libano.
Un altro punto cruciale riguarda la rimozione delle sanzioni internazionali e lo sblocco dei fondi iraniani congelati all’estero. Il memorandum prevede che, sulla base di tempistiche decise dall’accordo finalegli Stati Uniti acconsentano a ritirare tutte le sanzioni imposte contro l’Iran. Inoltre, immediatamente dopo la firma del memorandum, verranno annullati tutti i divieti alle esportazioni di idrocarburi, permettendo all’Iran di riprendere le vendite di petrolio senza restrizioni.
Il fondo di ricostruzione e sviluppo
Una delle clausole più controverse riguarda la creazione di un fondo di ricostruzione e sviluppo del valore di almeno 300 miliardi di dollari a favore dell’Iran. Questo fondo, finanziato dagli Stati Uniti e dai paesi arabi del Golfo Persico, rappresenta una forma indiretta di risarcimento per i danni provocati dai bombardamenti statunitensi e israeliani. Trump ha specificato che l’erogazione di questi fondi dipenderà dal rispetto dei termini del memorandum da parte dell’Iran.
Le promesse iraniane
In cambio delle concessioni economiche, l’Iran si è impegnato a non produrre armi nucleari. Tuttavia, questa promessa non è nuova: il regime iraniano ha sempre affermato che il suo programma nucleare serve solo per scopi civili. Il memorandum lascia intendere che l’Iran otterrà il diritto di mantenere il suo programma nucleare civile, ma non specifica se le sue attività saranno monitorate da organismi indipendenti.
Un altro punto cruciale riguarda la gestione dell’uranio arricchito attualmente in possesso dell’Iran. Il memorandum specifica che l’uranio verrà portato a un livello di arricchimento più basso di quello necessario per la costruzione di armi, sotto la supervisione dell’AIEA. Tuttavia, non ci sono dettagli su come verranno gestite le scorte esistenti.
Le reazioni internazionali
Le reazioni all’accordo sono state variegate. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che non intende interrompere le operazioni militari in Libano, mettendo in discussione l’efficacia della clausola che prevede la cessazione dei combattimenti. Inoltre, il testo del memorandum non fa menzione di limitazioni al programma missilistico iraniano o agli aiuti finanziari alle milizie alleate in Medio Oriente, come Hezbollah e Hamas.
Il rischio è che un accordo del genere non costituisca una base sufficiente per una pace duratura. Se in futuro gli Stati Uniti, spinti da Israele, dovessero ritenere che le concessioni fatte siano troppe, una ripresa del conflitto non è da escludere. La situazione rimane quindi complessa e incerta, con implicazioni che potrebbero estendersi ben oltre i confini del Medio Oriente.
