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Accordo Usa-Iran: riapertura dello Stretto di Hormuz e cessazione delle ostilità

Accordo Usa-Iran: riapertura dello Stretto di Hormuz e cessazione delle ostilità

Dopo quattro mesi di tensione, Stati Uniti e Iran hanno raggiunto un accordo storico per la riapertura dello Stretto di Hormuz e la cessazione delle ostilità.

Dopo quasi quattro mesi di conflitto che hanno destabilizzato l’economia globale, Stati Uniti e Iran hanno raggiunto un accordo storico. La notizia è stata annunciata dal primo ministro del Pakistan, Shehbaz Sharif, che ha mediato i negoziati. L’intesa prevede la cessazione immediata e definitiva delle operazioni militari su tutti i fronti, incluso il Libano.

Il memorandum d’intesa, composto da 14 punti, sarà firmato ufficialmente il 19 giugno a Ginevra.

Sebbene i dettagli precisi non siano ancora noti, il presidente statunitense Donald trump ha già annunciato che il traffico navale attraverso lo Stretto di Hormuz riprenderà regolarmente. Con il suo stile caratteristico, Trump ha postato sul suo social network Truth: “Ships of the World, start your engines. Let the oil flow!”.

Le due fasi dell’accordo

Secondo le bozze trapelate, l’accordo è strutturato in due fasi distinte. La prima fase, operativa già dalla firma del 19 giugno, prevede la cessazione immediata delle ostilità su tutti i fronti e la riapertura dello Stretto di Hormuz alla navigazione commerciale. Inoltre, Washington revoca il blocco navale imposto sui porti iraniani, sospende le sanzioni sul petrolio iraniano e sblocca 25 miliardi di dollari di asset congelati all’estero.

La seconda fase consiste in 60 giorni di negoziati per arrivare a un accordo definitivo, affrontando questioni critiche come il programma nucleare iraniano. Tuttavia, gli esperti avvertono che sarà difficile raggiungere una soluzione in tempi così brevi, considerato che le posizioni delle due parti sono inconciliabili. L’Iran sostiene il carattere pacifico del suo programma nucleare, mentre gli Stati Uniti fanno pressioni per ridurre le scorte di uranio altamente arricchito.

Le incognite per la pace

Nonostante l’euforia dei mercati, restano ancora parecchie incognite sul raggiungimento di un accordo definitivo e la stabilizzazione del traffico marittimo sullo Stretto di Hormuz. Una delle principali incognite è la posizione di Israele, che non è parte dei negoziati e ha già fatto sapere che l’accordo non la vincola. Il ministro della Sicurezza nazionale israeliano Ben-Gvir ha dichiarato che Israele non è subordinato agli Stati Uniti e non è tenuto a ritirarsi da alcun territorio in Libano.

Ci sono anche difficoltà di natura tecnica, come i disaccordi sulla richiesta iraniana di imporre pedaggi alle navi che transitano per Hormuz. Inoltre, lo Stretto avrà bisogno di essere sminato prima di poter garantire una navigazione sicura, e queste operazioni richiedono tempo e coordinamento multilaterale.

Le reazioni internazionali

Le forze armate iraniane hanno celebrato l’intesa come una vittoria, sostenendo di aver umiliato gli Stati Uniti e Israele durante il conflitto. Il viceministro degli Esteri iraniano, Kazem Gharibabadi, ha annunciato la fine immediata e definitiva della guerra e delle operazioni militari su più fronti, incluso il Libano. Ha dichiarato che tutti gli obiettivi del nemico sono stati annullati e che la Repubblica islamica ha ottenuto grandi vittorie nel corso della guerra.

Dal canto suo, Trump ha definito il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu “una persona molto difficile”, accusandolo di aver rischiato di compromettere l’accordo con l'Iran con gli ultimi attacchi sferrati contro il Libano. Trump ha anche affermato che Netanyahu dovrebbe essere molto riconoscente nei confronti di Washington, sottolineando che se l’Iran avesse un’arma nucleare, Israele non esisterebbe per due ore.

Gli Stati Uniti si impegnano a sospendere le sanzioni sulle esportazioni iraniane di petrolio e prodotti petroliferi, a non imporre nuove misure restrittive contro Teheran e a non rafforzare la propria presenza militare in Medio Oriente. Trump ha riferito che sono ancora in corso trattative sull’eventuale stop all’arricchimento da parte dell’Iran per un periodo di 20 anni, precisando che il Paese sarebbe stato vincolato per sempre a limitare l’arricchimento a bassi livelli, tali da non poter mai essere utilizzati per scopi militari.

Alla vigilia del G7 di Évian, in Francia, i leader di Francia, Germania, Italia e Regno Unito hanno accolto l’accordo come “un momento di opportunità” per ripristinare la stabilità regionale e stabilizzare l’economia globale. Hanno chiesto che i negoziati di dettaglio siano conclusi e l’intesa sia attuata rapidamente e in modo completo, aprendo alla possibilità di revocare alcune sanzioni contro l’Iran.

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