La vicenda giudiziaria che ha coinvolto don Paolo Bianciotto, ex parroco della parrocchia Madonna di Fatima a Pinerolo, ha scosso la comunità locale. Il sacerdote, di 83 anni, è stato condannato a due anni di carcere con la condizionale per circonvenzione di incapace. La sentenza, emessa dal giudice Riccardo Ricciardi, ha stabilito che don Paolo avrebbe raggirato due fedeli per estorcere somme di denaro.
La pena è sospesa con la condizionale, a patto che don Paolo paghi una provvisionale di 5mila euro a favore dei familiari di una vittima. La legale dei familiari, Anna Baldacci, ha commentato: «Siamo soddisfatti della condanna». Il pubblico ministero Francesco Pelosi aveva chiesto una condanna di quattro anni, senza riconoscere le attenuanti generiche.
Le accuse e il processo
Il processo di primo grado, iniziato nell’, si è concluso con una condanna ridotta rispetto alle richieste dell’accusa. Don Paolo Bianciotto è stato difeso dagli avvocati Simone Chiappori e Wladimiro Lanzetti, che hanno sempre sostenuto l’innocenza del sacerdote. Dopo la lettura della sentenza, don Paolo si è avvicinato a un anziano amico presente al palazzo di giustizia, chiedendogli: «Ma dimmi un po’, chi c’è qui dalla parrocchia?».
I fatti incriminati risalgono al periodo tra il 2018 e il 2026. Secondo le ricostruzioni della Guardia di Finanza, don Paolo avrebbe ottenuto 185mila euro da una donna e una coppia di fedeli della sua parrocchia. Inoltre, avrebbe fatto un regalo alla sua perpetua del valore di 800mila euro, con cui la donna ha acquistato due case, un’auto, due bar e altre attività commerciali.
Le reazioni della comunità
La vicenda ha profondamente diviso la comunità di Pinerolo. Da un lato, ci sono coloro che hanno sempre difeso don Paolo, ricordando i numerosi interventi realizzati in oltre cinquant’anni per la crescita della parrocchia. Dall’altro, chi lo riteneva eccessivamente concentrato sulla gestione economica, anche in relazione al coinvolgimento nella gestione disastrosa di Villa Plinia a Pragelato.
Il vescovo di Pinerolo, Derio Olivero, ha rimosso don Paolo dalla guida della parrocchia e lo ha destinato a un centro di recupero in un’altra località piemontese. Durante il processo, il vescovo ha definito «eccessivo» il comportamento del parroco e ha aggiunto: «Riconosco che non è corretto chiedere offerte e contributi con l’insistenza che usava lui».
Le conseguenze della condanna
Don Paolo Bianciotto potrà presentare ricorso in Appello. Se la condanna diventerà definitiva, non dovrà scontare la pena in carcere, a patto che risarcisca con una provvisionale di 5mila euro i familiari di una delle vittime. La legale dei familiari, Anna Baldacci, ha commentato: «Siamo soddisfatti della condanna».
La vicenda ha sollevato molte domande sulla gestione economica della parrocchia e sulle relazioni tra il sacerdote e i fedeli. La comunità di Pinerolo continua a discutere delle conseguenze di questo caso, che ha messo in luce problemi complessi e sfaccettati.
