La federazione calcistica iraniana ha avviato contatti con la Fifa per tentare di trasferire le proprie partite della fase a gironi dei Mondiali dagli Stati Uniti al Messico, una mossa legata alle tensioni in Medio Oriente e ai timori per la sicurezza della squadra. L’ambasciata iraniana in Messico ha riportato le parole del presidente federale Mehdi Taj, che ha citato una presa di posizione del presidente degli Stati Uniti sul mancato impegno a garantire la sicurezza della nazionale iraniana.
Le ragioni ufficiali e le prese di posizione di Teheran
Secondo quanto reso noto tramite l’account X dell’ambasciata, Taj ha affermato che, dopo la dichiarazione statunitense, l’Iran non ha intenzione di disputare le partite sul suolo americano e sta negoziando con la Fifa per svolgerle in Messico. Il ministro dello Sport iraniano, Ahmad Donyamali, ha poi escluso la partecipazione alle competizioni in sede statunitense, parlando apertamente delle conseguenze del conflitto in corso: secondo il ministro non ci sarebbero le condizioni per inviare la squadra in un paese coinvolto nelle tensioni.
Le dichiarazioni e i riferimenti ai recenti eventi
Le dichiarazioni ufficiali di Teheran richiamano anche episodi che hanno aumentato la tensione: il presidente federale ha menzionato problematiche legate alle condizioni vissute dalla squadra femminile e le misure adottate da governi esteri nei confronti di alcuni giocatori. Sempre in queste comunicazioni è stato evocato il concetto di boicottaggio come possibilità in risposta ad azioni politiche o di sicurezza percepite come ostili.
Reazioni internazionali e posizione della Fifa
La Fifa, dal canto suo, ha ricevuto comunicazioni e sta monitorando la situazione. Il presidente Gianni Infantino ha riferito di un colloquio con il presidente degli Stati Uniti, che avrebbe ribadito la disponibilità ad accogliere la nazionale iraniana; tuttavia le parole del governo statunitense citate da Taj hanno spinto Teheran a cercare alternative. Il direttore operativo dell’organizzazione ha definito il torneo “troppo importante” per essere rimandato, sottolineando che la Fifa segue la situazione giorno per giorno per trovare soluzioni praticabili.
Questioni logistiche e restrizioni
Le discussioni toccano anche aspetti concreti come i visti, gli spostamenti dei tifosi e la sicurezza degli impianti sportivi. In passato alcune misure di viaggio avevano limitato l’accesso ai tifosi iraniani e, in un episodio rilevante, alcuni giocatori iraniani hanno ottenuto visti umanitari in Australia e deciso di rimanere nel Paese: questioni di questo tipo alimentano la complessità delle valutazioni sulla partecipazione.
Implicazioni per i posti disponibili ai Mondiali e scenari per l’Italia
La possibile rinuncia dell’Iran ai Mondiali 2026 apre scenari diversi: la Fifa ha facoltà discrezionale nel sostituire una nazionale ritirata o esclusa, e tra le opzioni in discussione figurano la selezione della migliore squadra non qualificata in base al ranking mondiale o l’adozione di criteri geografici per mantenere l’equilibrio continentale. Queste alternative potrebbero favorire nazionali come l’Italia, attualmente impegnata in playoff decisivi per la qualificazione.
Ipotesi di sostituzione e difficoltà regionali
Se si seguisse il criterio del ranking, l’Italia potrebbe entrare in gioco; se invece la scelta fosse basata sulla vicinanza geografica, paesi della stessa area dell’Iran, come l’Iraq, potrebbero essere considerati. Tuttavia anche l’Iraq ha ammesso difficoltà logistiche e di sicurezza che potrebbero complicare una sostituzione. In ogni caso la decisione finale rimarrà di competenza della Fifa, che dovrà bilanciare criteri sportivi e condizione di sicurezza complessiva.
In definitiva, la richiesta iraniana di spostare le partite e le prese di posizione ufficiali di Teheran introducono incertezza attorno ai prossimi Mondiali. Tra valutazioni politiche, esigenze di sicurezza e normative sportive, la strada verso una soluzione praticabile resta aperta e richiederà interlocuzioni tra federazioni, organizzatori e governi per tutelare sia l’integrità della competizione sia la sicurezza di squadre e tifosi.