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La truffa del Patronato: i punti da chiarire

In Italia il ruolo del Patronato è ancora poco conosciuto e capita spesso di imbattersi in qualche truffa. Ecco alcuni punti da chiarire sulla funzione del patronato.

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Al Patronato moltissimi cittadini e utenti si rivolgono per risolvere alcune problematiche legate alla pensione, a servizi di assistenza, ecc. Molti di questi cittadini si sono domandati e si domandano se il Patronato sia un servizio gratuito a tutela del cittadino o se bisogna pagare per qualche servizio che viene fornito.

Cerchiamo di fare il punto della situazione fornendo dei consigli e dei suggerimenti in merito.

Che cos’è il Patronato?

Il Patronato è un istituto che aiuta il cittadino fornendogli servizi di assistenza e di tutela in favore dei lavoratori stessi, dei pensionati e di tutti i cittadini dello Stato. Il Patronato è una istituzione disposta dalle autorità, ma è anche una associazione a cui si può rivolgere il cittadino nel caso avesse dubbi o problemi in merito.

Vi sono diversi tipi di patronato, come quello per la pesca, la caccia. I Patronato sono finanziati dallo stato, quindi dal denaro pubblico.

La funzione del Patronato

Il Patronato Acli svolge la propria funzione in forma gratuita a tutti i cittadini. Sono moltissimi i servizi aperti al pubblico al quale il cittadino può rivolgersi e dove può trovare operatori che lo possono aiutare e venirgli incontro per aiutarlo. Il Patronato è presente in Italia, in molte province italiane, ma anche all’estero.

Il compito del Patronato è trattare diverse problematiche: da quelle delle pensioni sino alla vecchiaia, alla disoccupazione, infortuni sul lavoro, assegni familiari, ecc.

Il servizio di Striscia la notizia

Striscia la notizia, il 18 maggio 2017, con l’inviata Rajae, si era occupato di una truffa al Patronato. L’inviata Rajae aveva scoperto che un Patronato concede assegni familiari e molto altro dietro pagamento. Come emerge dal servizio andato in onda su Striscia un paio di giorni fa, si è scoperto che alcuni operatori richiedono un contributo volontario obbligatorio in nome di alcuni servizi che erogano al cittadino.

Una madre si reca al patronato della sua città per gli assegni familiari e sul bonus bebè. Una volta fatte le pratiche, la donna ha dovuto sborsare 50 Euro. La donna, sapendo che il patronato offre un servizio gratuito, ha pagato, ma ha chiesto dove sarebbero finiti i soldi da lei dati.

A questo punto, l’inviata di Striscia la notizia ha contattato diversi patronati per chiedere spiegazioni. La presidente dell’INCA CGIL, Morena Piccinini, ha spiegato così la situazione: “In questi anni ci sono stati tanti tagli che hanno ferocemente ridotto le risorse a nostra disposizione. Fermo restando che l’attività di patronato è gratuita e la pratica la facciamo comunque, se i non iscritti ci danno un contributo volontario, lo prendiamo molto volentieri, semplicemente per mantenere aperti gli uffici”.

In seguito a quanto successo alcuni giorni fa, nella puntata di stasera del tg satirico, Rajae è ritornata sull’argomento realizzando un servizio in merito. Ciò che si evince è che il patronato è un ente, una associazione completamente gratuita per il cittadino. Ricordiamo che l’attività del Patronato è gratuita, è un diritto del cittadino e come tale non si paga. Ovviamente è l’ennesima truffa ai danni del cittadino che il tg satirico è riuscito per l’ennesima volta a smascherare.

Amo leggere, il tè e Parigi è la mia casa da sempre e per sempre.


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Simona Bernini

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