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L’appello del Papa in favore del disarmo: mondo pieno di bombe atomiche

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Papa Francesco per il disarmo: l’appello per la Giornata della Pace affinché il mondo si liberi per sempre delle armi nucleari.

“Rivolgo un appello in favore del disarmo”, così Papa Francesco in un messaggio scritto alla comunità internazionale in occasione della Giornata della Pace. “Un appello in favore del disarmo, nonché della proibizione e dell’abolizione delle armi nucleari: la deterrenza nucleare e la minaccia della distruzione reciproca assicurata non possono fondare questo tipo di etica. Con uguale urgenza supplico che si arrestino la violenza domestica e gli abusi su donne e bambini”.

Disarmo e non violenza: l’unica strada per costruire la pace

In occasione della 50 esima Giornata della Pace, il Pontefice si è rivolto a “leader politici e religiosi, responsabili delle istituzioni internazionali, dirigenti delle imprese e dei media di tutto il mondo” con un appello alla “non violenza attiva”, indicata come una vera strada per “la costruzione della pace” nel mondo.

Papa Francesco, a proposito dei “risultati impressionanti” prodotti dalla “non violenza praticata con decisione e coerenza” ha citato Gandhi, Martin Luther King, Madre Teresa e la pacifista Leymah Gbowee, grazie alla quale “migliaia di donne liberiane hanno organizzato incontri di preghiera e protesta non violenta ottenendo negoziati di alto livello per la conclusione della seconda guerra civile in Liberia”.

L’appello del Papa in un mondo pieno di armi nucleari

Gli ordigni nucleari sono stati impiegati, finora, solo a conclusione della Seconda Guerra Mondiale.

La bomba sganciata su Hiroshima aveva una potenza di 15 chiloton, mentre quella su Nagasaki di 20. Una decina di anni dopo, gli USA sperimentavano la bomba all’idrogeno (la bomba atomica sfrutta la fissione nucleare, quella all’idrogeno la fusione) della potenza di 15 megaton, mille volte più potente di ‘Little Boy’, il primo ordigno sul Giappone.

All’inizio di quest’anno, dalla Corea del Nord è arrivata la notizia di un test con una bomba all’idrogeno della potenza di 6 chiloton (anche se molti esperti internazionali sono tuttora scettici su questo punto, ritenendo le dimensioni dell’esplosione non abbastanza grandi).

Sempre a gennaio, il settimanale ‘L’Espresso’ ha dato notizia di un nuovo ordigno testato dagli USA, una bomba a idrogeno in grado di penetrare nel terreno in maniera da massimizzare l’effetto di distruzione con una sorta di sisma indotto (l’articolo si intitolava “Ecco la nuova bomba H che arriverà in Italia” e in esso si parlava anche dell’intenzione degli USA di sostituire con il nuovo ordigno tutte le armi nucleari custodite nelle basi italiane di Ghedi e Aviano).

Secondo alcune stime, nel mondo ci sarebbero circa 8 mila ordigni nucleari.

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