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Gone Girl: cast e recensione del film

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Recensione di Gone Girl, film disponibile in streaming su Netflix, diretto da David Fincher, con Ben Affleck e Rosamund Pike protagonisti

Gone Girl è disponibile in streaming su Netflix!

Alla sua uscita nei cinema, nel 2014, fece discutere molto pubblico e critica.

Il film è diretto da David Fincher, ultimamente sulle bocche di tutte con Mank, il suo nuovo lungometraggio.

Gone Girl è l’adattamento cinematografico del romanzo L’amore bugiardo (divenuto titolo della pellicola in Italia) scritto da Gillian Flynn.

La scrittrice statunitense ha partecipato al progetto di film, occupandosi della stesura della sceneggiatura.

Esperienza che ha ripetuto qualche anno più tardi per Widows – Eredità criminale

Il cast di Gone Girl

Nei panni dell’incredibile Amy troviamo l’incredibile Rosamund Pike (The Informer – Tre secondi per sopravvivere) nel ruolo migliore della sua carriera, che le vale una nomination agli Oscar come migliore attrice.

L’impacciato marito Nick Dunne, è Ben Affleck (tornare a vincere).

Il tanto bistrattato Ben è perfetto nella parte, funzionale per quello che deve rappresentare e comunicare.

Scelte azzeccatissime di Fincher per entrambi i ruoli.

Il cast si avvale anche del lavoro di attori come: Neil Patrick Harris, Tyler Perry, Carrie Coon, Kim Dickens, Patrick Fugit e del piccolo ruolo di Emily Ratajkowski, supermodella statunitense.

La trama del film

Rientrando a casa il giorno del suo quinto anniversario, Nick Dunne scopre che sua moglie Amy è scomparsa.

La sua sparizione riceve forte attenzione da parte della stampa, perchè Amy è l’ispiratrice della popolare serie di libri per bambini Amazing Amy, creata dai suoi genitori, due famosi psicologi newyorkesi.

Tutti i dettagli e le prove del fatto portano a Nick.

Che sia lui il vero responsabile della sparizione?

E se fosse un omicida che fa finta di essere un marito addolorato?

La recensione di Gone Girl

Il solito solido Fincher per un insolito film di Fincher. Potrebbe essere questa la sintesi.

Quando parlo di solidità mi riferisco alla tecnica cinematografica, ai vari reparti, dalla fotografia alla scenografia, passando per i costumi, il trucco ecc.

Ognuno fa la sua parte e lo fa nel migliore dei modi. A questo aggiungiamo un’ottima recitazione e un altrettanto ottimo montaggio e lavoro di post produzione in generale, comprensivo di musiche.

La macchina filmica di Fincher è coesa in ogni punto, sicura della strada da percorrere.

Quando invece uso l’aggettivo insolito per parlare di questo specifico film mi riferisco ai contenuti, perchè mai prima d’ora il regista di Fight Club aveva messo al centro del suo discorso il rapporto di coppia e le sue complicazioni.

La scommessa è stata vinta. Su tutta la linea, per quanto mi riguarda. Gone Girl arriva dove vuole e colpisce severamente.

Quello che non cambia oltre al look tipico dell’immagine di Fincher è il suo essere sempre collegato con la contemporaneità.

Il suo costante dialogare con il terribile oggi in cui viviamo. Inutile a dirsi, ma molte persone dopo aver visto questo film dovrebbero scappare a nascondersi e non farsi più vedere.

Vana utopia la mia. Parliamo delle stesse persone che mentono ogni giorno, persino davanti allo specchio.


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