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**M5S: incognita fiducia su dl aiuti, ipotesi astensione solo su testo decreto**

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Roma, 4 lug. (Adnkronos) – Prima il messaggio, poi la telefonata con l'incontro rinviato a mercoledì. Il premier Mario Draghi e il leader del M5S Giuseppe Conte hanno messo in stand-by l'atteso incontro chiarificatore, visto il blitz, con tanto di atterraggio dell'elicottero deviato causa maltempo, del presidente del Consiglio a Canazei a seguito della tragedia della Marmolada.

Ma c'è un'incognita di non poco conto che grava sui 5 Stelle e in cui, nelle file grilline, ci si interroga in queste ore. Salgono infatti i rumors di un voto di fiducia sul dl aiuti in discussione alla Camera, fiducia che il governo potrebbe mettere sul testo tra stasera e domani, per essere messo ai voti dopo 24 ore. Dunque prima o a ridosso del faccia a faccia tra Conte e Draghi.

L'ipotesi più avvalorata, al momento, è che il M5S, in caso di fiducia, la voti, confermando il sostegno al governo, per poi astenersi sul testo che contiene la norma, invisa ai grillini, che potrebbe aprire la strada a un'inceneritore a Roma.

Misura, questa, che portò il M5S a non votare in Consiglio dei ministri il provvedimento, dopo un braccio di ferro con il premier che non aveva voluto sentire ragioni di stralciare la norma dal testo.

Per questo, in giorni di frizioni e tensioni tra i 5 Stelle e Palazzo Chigi, in molti vedevano il dl aiuti come una possibile mina in grado di far saltare il banco. Ma è difficile ciò avvenga, spiegano fonti autorevoli interne al Movimento all'Adnkronos, su un testo che prevede ben 23 miliardi di aiuti per imprese e famiglie. Più probabile che i 5 Stelle lancino un segnale -che è arrivato anche questa mattina con la pioggia di interventi dei grillini in discussione generale- non votando il testo per dare voce al loro malessere, ma assicurando la fiducia per senso di responsabilità.

Anche perché, viene fatto notare motivando la probabile scelta del sì alla fiducia e del no al testo, nel blitz a Roma della scorsa settimane era stato lo stesso Beppe Grillo a dire ai suoi che "non si fa cadere un governo per un c…o di inceneritore". Un motivo in più, questo, per tenere un profilo basso, viste le tensioni con il garante, andato via da Roma evitando l'incontro con la delegazione M5S al governo e un nuovo faccia a faccia con Conte.

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