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Mafia: sequestro di beni per Nicolò Ferrara, esponente del clan dello Zen

Sono state sequestrate ai Ferrara ben quattro ville a Carini, un appartamento a Palermo e tre rapporti bancari.

Terra dei fuochi

I carabinieri del Nucleo Investigativo di Palermo, coordinati dalla Procura della Repubblica, hanno eseguito un enorme sequestro di beni per un valore totale di due milioni di euro nei confronti di Nicolò Ferrara. Soprannominato Mazzè, Ferrara è stato un esponente di spicco del mandato mafioso di Palermo-San Lorenzo.

Dalle indagini si è scoperto che il 64enne e la sua famiglia, nonostante privi di reddito, in realtà erano proprietari di numerosi beni. Dei beni “acquistati” grazie al reinvestimento del denaro, accumulato illecitamente nel corso della carriera mafiosa.

Quindi su provvedimento della sezione misure di prevenzione del Tribunale di Palermo, si è provveduto a sequestrare ben quattro ville a Carini, un appartamento a Palermo e tre rapporti bancari. Le ville si presentavano davvero lussuose, due delle quattro sarebbero dotate di un enorme piscina.

L’attività investigativa patrimoniale ha permesso di accertare come Ferrara e la sua famiglia, benché formalmente privi di qualsivoglia capacità economica e reddituale, fossero proprietari di numerosi beni immobili e mobili registrati derivanti dal reinvestimento delle somme illecitamente accumulate” hanno dichiarato riguardo il recente sequestro Dino Petralia, il procuratore aggiunto e Gaetano Guardì, sostituto procuratore.

Le indagini patrimoniali sono state avviate a metà del 2009 quando Nicolò Ferrara fu arrestato. Ricordiamo che Ferrara è stato condannato ad 8 anni di reclusione, grazie all’operazione Eos. Si scoprì che il boss di Cosa Nostra gestiva nel quartiere dello Zen non solo estorsioni ma anche traffici di stupefacenti e già all’epoca occupava abusivamente degli immobili.


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