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Manovra, approvata la fiducia alla Camera: 221 voti a favore, 152 contrari e 4 astenuti

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Si è concluso il voto di fiducia alla Camera sulla manovra di Bilancio. La misura è passata con 221 sì, 152 no e 4 astenuti.

Alle 19 ha avuto inizio il dibattito alla Camera sulle intenzioni di voto che ha preceduto il voto di fiducia sulla manovra di bilancio, la prima del Governo Meloni.

Il dibattito ha avuto una durata di due ore. Le votazioni sui circa 200 ordini del giorno sono partite alle 20:50 e si sono concluse con il via libera alla misura. La fiducia è stata approvata con 221 voti a favore, 152 contrari e 4 astenuti. L’approvazione definitiva della legge è attesa per l’alba di sabato 24 dicembre.

Manovra, dal dibattito al voto di fiducia alla Camera

Nel tardo pomeriggio di venerdì 23 dicembre, la Camera si è riunita per il dibattito che culminerà nel voto sulla prima legge di bilancio del Governo Meloni.

Eppure, pochi minuti prima dell’inizio della seduta, sono stati scoperti due errori in altrettante tabelle allegate al testo della manovra.

I refusi trovati riguardano i fondi, pari a 400 mila euro, volti a contrastare la peste suina in Piemonte e i 20 milioni da destinare al Ministero della Cultura per acquistare in via di prelazione beni culturali finalizzati all’acquisto di Villa Verdi, progettata da Giuseppe Verdi nonché villa in cui il compositore visse con la moglie.

Si tratta di un’altra gaffe della maggioranza di centrodestra dopo i precedenti 44 che erano già stati segnalata dalla Ragioneria di Stato su altrettanti punti che sarebbero stati privi di copertura finanziaria. Dopo la scoperta, l’esecutivo ha rapidamente provveduto a presentare due emendamenti per le correzioni.

La seduta è cominciata alle ore 19:00 circa. Dopo il dibattito, che ha avuto una durata di circa due ore, ha avuto inizio la prima chiama per il voto di fiducia sui circa 200 emendamenti del giorno alla Camera.

Dichiarazioni di voto sulla fiducia alla Camera per la legge di Bilancio

Marattin (Azione-Italia Viva): “Incapacità e approssimazione del Governo”

Nel corso del dibattito sulle intenzioni di voto, si è levata forte la voce delle opposizioni. Tra i primi a intervenire c’è stato il deputato di Azione-Italia Viva Luigi Marattin che si è scagliato contro la legge di bilancio del Governo Meloni, tuonando: “Un livello di incapacità e approssimazione mai visto nella storia.

Abbiamo assistito a numerose scene in commissione in cui ministri, sottosegretari, capigruppo, questori hanno risposto insultando, dileggiando e a volte cercando la rissa. Vi abbiamo sempre difeso dalle accuse sulla cultura politica da cui provenite, non fatecene mai pentire”.

Marattin, poi, ha affermato: “Si è ammalata la politica italiana, è diventata lotta senza quartiere e dignità per conquistare il consenso e poi arrivare al governo e non avere la minima idea di cosa fare con quel consenso. La politica è una via di mezzo tra una pubblicità ingannevole e uno scadente reality show. Vi siete abituati a fare opposizione e l’avete dimostrato tragicamente, ma i problemi di una comunità non si risolvono con gli slogan, alzando bandiere e proclami ma con lo studio e l’approfondimento”.

Molinari (Lega): “Siamo estremamente contenti”

Il capogruppo alla Camera della Lega, Riccardo Molinari, ha difeso a spada tratta la manovra. “Siamo estremamente contenti come Lega che nella legge di Bilancio si fissino dei paletti e dei tempi per la realizzazione del federalismo fiscale e dell’autonomia differenziata. Il fatto di inserire nella legge di Bilancio che si avrà un anno di tempo per stabilire quali sono i Lep e i conseguenti costi standard ci pone un termine certo”, ha detto durante le dichiarazioni di voto sulla fiducia sulla legge di Bilancio.

“Non vorrei che il Lep fosse soltanto un bastone che negli anni è stato infilato tra le ruote della carro, o meglio del Carroccio, che stava andando spedito in una direzione. Finché c’è la Lega al Governo c’è la garanzia che sul percorso dell’autonomia differenziata si vada avanti, perché la Lega è nata per questo e siamo stati eletti per quest. E quindi il nostro voto di fiducia sarà convinto della convinzione che questo percorso venga portato a termine in tempi brevi come si aspetta dalla nascita di questo Paese”, ha aggiunto.

Conte (M5S): “Lo slogan del Governo non doveva essere ‘siamo pronti’ ma ‘siamo proni’”

Durissimo, invece, l’attacco contro la manovra del presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte che ha ribadito il “no” del gruppo al voto di fiducia alla Camera. “Imbarazzante improvvisazione di questa maggioranza in una manovra scritta più volte per interi pezzi, il risultato è una manovra che è un coacervo e caotico inventario di misure sbagliate, errori macroscopici, retromarce fatte sulla pelle di famiglie e aziende in difficoltà”. Così il leader pentastellato alla Camera, durante il suo intervento in Aula.

Nel corso del suo intervento, Conte ha anche accusato il Governo Meloni di “andare in Ue con il cappello in mano”. “Certo, qualche applauso vi è arrivato dai falchi europei dell’austerità. Il vostro slogan non doveva essere ‘siamo pronti’, ma siamo proni”, ha ironizzato.

Cattaneo (FI) sul voto di fiducia alla Camera sulla manovra

Il capogruppo alla Camera di Forza Italia, Alessandro Cattaneo, nella dichiarazione di voto sulla fiducia alla legge di Bilancio, ha dichiarato: “Questa prova il centrodestra l’ha superata e daremo al Paese una Finanziaria che guarda alla crescita e alla protezione delle categorie fragili. Abbiamo dimostrato, solidità, credibilità e coerenza – e ha aggiunto –. Siamo l’Italia che lavora e produce, di buon senso e buona volontà, quella della famiglia e dell’impresa”.

Ha poi sottolineato l’importanza di misure come l’aumento delle pensioni minime e il “cuneo fiscale totale per gli under 35”. A questo proposito, ha precisato: “Abbiamo ancora molto da fare, nel metodo potevamo fare di più, ma abbiamo fatto meglio di chi ci ha preceduto”.

Serracchiani (Pd): “Manovra iniqua e inadeguata”

“La legge, uscita dal Cdm, è iniqua e inadeguata ad affrontare le difficoltà del Paese, così com’è giunta in Aula dà a chi ha di più e toglie a chi ha meno, non investe sul futuro anzi. L’Italia aveva bisogno non solo di ben altro, ma di tutt’altro: più coraggio, energia, visione, capacità di ascolto ma soprattutto più giustizia. Una manovra profondamente ingiusta che attraverso una decina di condoni: si chiama far cassa sui più poveri”. Queste le parole di un’indignata Debora Serracchiani, capogruppo alla Camera del Partito Democratico, in occasione del suo intervento a Montecitorio.

La capogruppo dem, inoltre, ha anche ribadito che “aa destra di governo considera la povertà una colpa, e questa è la manovra di bilancio politica che rappresenta la carta d’identità della destra di governo”.

Camera, approvata la fiducia alla manovra

Poco prima delle 22:00, le operazioni di voto alla Camera si sono concluse con esito favorevole. Con 221 voti a favore, 152 contrari e 4 astenuti, infatti, la prima legge di bilancio del Governo Meloni ha ottenuto la fiducia a Montecitorio.

Il voto finale sulla manovra è previsto per le ore 06:00 di sabato 24 dicembre.