L’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto nel 2007 a Garlasco, continua a suscitare mistero e interrogativi, anche a distanza di anni. Un dettaglio recentemente emerso – un biglietto anonimo trovato sulla tomba della giovane, con un inquietante riferimento a un “Marco” – riporta alla luce nuove ombre intorno alla vicenda, ponendo domande ancora irrisolte sull’identità del messaggero e sul possibile legame con le indagini.
“È stato Marco ad ucciderla”, il biglietto choc sulla tomba di Chiara Poggi
L’8 ottobre 2007, sulla porta della cappella dove riposa Chiara Poggi nel cimitero di Garlasco, compare un foglietto anonimo che riaccende un alone di mistero intorno alla vicenda. Si tratta di un semplice biglietto a quadretti, scritto in stampatello, con poche righe ma dal contenuto inquietante: “Ad uccidere Chiara è stato Marco“. A raccontare l’episodio è la madre di Chiara, Rita Preda, in una conversazione telefonica con l’avvocato Gian Luigi Tizzoni lo stesso giorno. “Non lo so, non dice il cognome, ma adesso sto tremando“, confessa la donna al legale, mentre riferisce di aver già consegnato il biglietto al capitano dei carabinieri. La registrazione di quella telefonata, durata 15 minuti e 35 secondi, è stata recentemente pubblicata su YouTube da Maria Conversano, astrofisica e scrittrice, portando alla luce un dettaglio finora sconosciuto.
Il vero interrogativo riguarda l’identità del “Marco” indicato sul foglietto. Nella conversazione, Rita Preda sottolinea che l’anonimo non ha fornito il cognome, e Tizzoni accenna al nome di un amico di Alberto Stasi. Ma Marco è anche il nome del fratello di Chiara. Ad oggi non è chiaro se il documento sia stato mai esaminato approfonditamente dagli inquirenti, lasciando aperta la porta a ipotesi e speculazioni.
Marco Panzarasa: l’amico di Stasi sotto la lente
Il nome del biglietto richiama indirettamente Marco Panzarasa, all’epoca 24enne e storico amico di Alberto Stasi, cresciuto insieme a lui nel liceo Omodeo di Mortara. Panzarasa, figlio dell’ex sindaco di Garlasco, oggi avvocato, era vicino a Stasi anche durante il soggiorno estivo a Londra nel luglio 2007, pochi giorni prima dell’omicidio di Chiara. I tabulati telefonici dell’epoca confermerebbero numerosi contatti quotidiani tra i due, interrotti bruscamente dopo il delitto.
Il giovane, presente in Liguria il giorno dell’omicidio, fu ascoltato dai carabinieri subito al suo rientro a Garlasco e più volte in seguito, raccontando di un rapporto rispettoso e distaccato con Chiara, mediato dall’amicizia con Stasi: “Circa il suo rapporto con Chiara, Alberto mi diceva che teneva molto a quella ragazza, perché era molto brava e trasparente“, dichiarò durante un interrogatorio.
Tuttavia, dopo il delitto, i contatti tra Panzarasa e Stasi si raffreddarono, alimentando ulteriormente dubbi e interrogativi. La recente pubblicazione delle intercettazioni riporta così sotto i riflettori un’altra figura nella vicenda, sollevando nuovi interrogativi.