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Mario Roggero in carcere, sequestro da 50mila euro sul conto in Tunisia dopo la condanna

Mario Roggero in carcere, sequestro da 50mila euro sul conto in Tunisia dopo la condanna

Mario Roggero, il sequestro conservativo di 50mila euro arriva dopo la condanna definitiva per l’omicidio di due rapinatori a Grinzane Cavour.

La Procura generale di Torino ha disposto il sequestro conservativo di 50 mila euro appartenenti a Mario Roggero e alla moglie Mariangela Sandrone, chiarendo che la misura non riguarda i risarcimenti alle parti civili, ma esclusivamente la garanzia delle spese di giustizia. Il provvedimento arriva dopo la condanna definitiva del gioielliere per l’omicidio di due rapinatori e il ferimento di un terzo durante una rapina avvenuta nel 2021 a Grinzane Cavour.

Mario Roggero, oltre al sequestro dei fondi resta il nodo dei 480mila euro alle vittime

Parallelamente al sequestro dei fondi, resta aperto il capitolo relativo agli importi riconosciuti alle persone offese. La Corte d’Assise di Asti, con decisione confermata anche in appello, aveva stabilito a carico di Roggero il pagamento di una provvisionale complessiva di 480 mila euro a favore dei familiari delle vittime e del terzo rapinatore rimasto ferito.

La quantificazione definitiva dei danni è stata però rimessa a un successivo procedimento davanti al giudice civile. Nel comunicato la Procura ha ricordato che la condanna prevedeva “una provvisionale pari a complessivi 480mila euro a favore di 14 prossimi congiunti dei due rapinatori persone offese del delitto di omicidio nonché del terzo rapinatore, persona offesa di tentato omicidio, demandando a separato giudizio civile la quantificazione definitiva dei danni“.

Le due vicende, dunque, seguono percorsi distinti: il sequestro dei 50 mila euro serve a tutelare il recupero delle spese sostenute dallo Stato per il processo, mentre le provvisionali riguardano gli obblighi economici nei confronti delle parti civili. La vicenda giudiziaria aveva già portato, nel dicembre 2024, a un ulteriore intervento del Tribunale del Riesame, che aveva accolto la richiesta della Procura generale imponendo a Roggero il divieto di espatrio. Il provvedimento era stato motivato dal sospetto che il gioielliere potesse trasferirsi in Tunisia, dove risultava aperto il conto corrente interessato dal successivo sequestro.

Mario Roggero in carcere: la Procura sequestra 50mila euro sul conto estero del gioielliere

Come riportato dal Corriere, la Procura generale di Torino pare abbia comunicato ufficialmente di aver ottenuto il sequestro conservativo di 50 mila euro presenti su un conto corrente estero intestato al gioielliere Mario Roggero e alla moglie Mariangela Sandrone. La misura, precisano i magistrati, non riguarda il risarcimento destinato alle parti civili, ma è stata adottata esclusivamente come garanzia per il pagamento delle spese di giustizia legate al procedimento penale concluso con la condanna definitiva dell’uomo.

Secondo quanto ricostruito dalla Procura generale, il denaro sottoposto a vincolo sarebbe stato trasferito attraverso un bonifico dal conto del comitato #iostoconmarioroggero verso un conto corrente tunisino intestato ai coniugi Roggero, in un periodo precedente alla celebrazione del processo d’appello. Nel documento diffuso dai magistrati, e riportato dal Corriere, si legge: “La Procura generale ha proceduto a richiedere (e ha ottenuto) il sequestro conservativo a garanzia delle spese di giustizia, della somma di 50.000 euro, oggetto di un bonifico disposto sul conto corrente del Comitato “#iostoconmarioroggero” verso un conto corrente estero tunisino, intestato a Roggero Mario e alla di lui coniuge, Sandrone Mariangela, in epoca precedente alla celebrazione del giudizio in appello“.

Il provvedimento si inserisce nel contesto della condanna definitiva inflitta al gioielliere, riconosciuto responsabile dell’uccisione di due rapinatori e del ferimento di un terzo durante la rapina avvenuta nel 2021 davanti alla sua attività a Grinzane Cavour, nel Cuneese. In primo grado Roggero era stato condannato a 17 anni di reclusione, mentre la sentenza definitiva ha stabilito una pena di 14 anni e 9 mesi.

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