Il cartone animato “Masha e Orso” finisce nel mirino dell’Ucraina, che lo considera uno strumento di possibile influenza culturale russa. Il presidente Volodymyr Zelensky ha infatti firmato un nuovo pacchetto di sanzioni che coinvolge anche Animaccord, lo studio russo responsabile della produzione della celebre serie.
Kiev: “Propaganda russa mascherata da contenuti per bambini”
Secondo le autorità ucraine, la serie potrebbe contribuire alla diffusione di “narrazioni filorusse mascherate da contenuti per bambini”. L’accusa rientra in un più ampio pacchetto di misure contro soggetti russi considerati collegati alla propaganda o a settori strategici per Mosca.
Oltre ad Animaccord, le sanzioni riguardano cinque cittadini russi e quattro organizzazioni, comprese aziende attive nella difesa e società legate al gruppo dell’alluminio Rusal.
“Dobbiamo rispondere in modo specifico alla propaganda russa, soprattutto quando prende di mira i bambini“, ha dichiarato Vladyslav Vlasiuk, commissario ucraino per le sanzioni. Per i soggetti inseriti nell’elenco sono previste misure come congelamento dei beni, restrizioni commerciali e divieti di viaggio.
Non è la prima accusa contro Masha e Orso
Il caso non riguarda soltanto l’Ucraina.
Anche nel Regno Unito, a luglio, alcuni politici avevano chiesto alla ministra della Cultura Lisa Nandy di intervenire sulla presenza della serie sulle piattaforme streaming, sostenendo che potesse rappresentare una forma di propaganda russa.
Una posizione simile è stata espressa in Estonia, dove il ministro degli Esteri Margus Tsahkna ha definito Masha e Orso parte del “soft power del Cremlino”.
La vicenda apre così un singolare fronte della guerra culturale legata al conflitto: un cartone amatissimo dai bambini di tutto il mondo viene ora considerato da Kiev non soltanto come intrattenimento, ma come possibile veicolo dell’influenza russa.
