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Medicina: Gandolfi (UniPr), '900mila italiani con glaucoma ma solo un terzo lo sa'

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Roma, 21 giu. (Adnkronos Salute) – Il glaucoma è fra le malattie degli occhi più insidiose e diffuse: 76 milioni le persone che nel mondo (dati Oms) convivono con il 'ladro silenzioso della vista'; circa 900mila gli italiani ne soffrono, ma solo un terzo ne è a conoscenza.

"Su tre persone che hanno il glaucoma – conferma Stefano Gandolfi, direttore della Clinica Oculistica dell'Università di Parma, presidente della Società italiana di glaucoma (Sigla) e organizzatore del XVII Congresso nazionale Sigla appena concluso – solo una ne è consapevole. Due su tre hanno la malattia, ma lo ignorano. Questo significa che, su 900mila glaucomatosi, solo 300mila sanno di avere la malattia. Gli altri stanno correndo l'enorme rischio di perdere parte, se non tutta la vista dall'occhio malato (in alcuni casi entrambi), senza esserne a conoscenza".

Il perché sta nella natura della patologia, insidiosa, ad andamento lento e progressivo. "Il glaucoma si porta via la vista lentamente, già dopo i 40 anni, senza dare disturbi – spiega Gandolfi – Non compromette la capacità di leggere, di guardare la televisione piuttosto che i segnali stradali, ma nel corso degli anni restringe lo spazio che l'occhio è in grado di percepire. In poche parole, con l'avanzare della malattia il paziente non è più in grado di vedere quello che c'è nel suo piatto quando mangia e va a sbattere contro porte e stipiti di casa e rischia di cadere quando scende le scale, non vedendo correttamente i gradini".

Proprio perché la malattia non dà sintomi, in genere il paziente va dal medico oculista per altri problemi: bruciore e arrossamento degli occhi, visione di 'mosche volanti'. "Durante la visita di routine, lo specialista – dice ancora Gandolfi – è in grado di stabilire se il glaucoma è in corso o se il paziente è a rischio molto alto di sviluppare la malattia che, va detto, aumenta con l'avanzare dell'età. E' molto raro, infatti, trovare un giovane di 20 anni affetto da glaucoma.

Tuttavia, ci sono forme congenite. Abbiamo avuto bambini nati con i segni del glaucoma, ma si tratta di casi limite".

I soggetti più a rischio di glaucoma: miopi, ipertesi, diabetici, persone con gravi problemi cardiovascolari, o con un familiare consanguineo affetto dalla patologia.

"Avere un genitore, uno zio, cugino o un fratello con glaucoma – prosegue l'esperto – significa avere una elevatissima probabilità di sviluppare la malattia. Per questo motivo è buona norma, per chi ha più di 40 anni, sottoporsi a un controllo oculistico che comprenda la misurazione della pressione oculare e la valutazione del fondo dell'occhio. Vale per tutti, non solo le categorie più esposte. La diagnosi precoce è importantissima", raccomanda Gandolfi che aggiunge: "Dal glaucoma non si può guarire, tuttavia la malattia si può curare: colliri, terapie a lunga durata, tecniche laser, chirurgia tradizionale e mini-invasiva. Abbiamo a disposizione numerosi farmaci e varie opzioni terapeutiche sempre più mirate e personalizzate per tenere sotto controllo la malattia in maniera efficace, ma la prevenzione assume una particolare importanza, poiché la patologia scoperta in tempo può essere messa in grado di non progredire".

"I controlli periodici sono essenziali – conclude il presidente Sigla – Basta una visita a cadenza annuale per assicurarsi un futuro sereno dal punto di vista della salute oculare, perché davvero la maggior parte delle malattie che causano cecità o ipovisione possono essere curate o arginate, se si interviene in tempo".

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