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Modificato il Dl Benzina, ok al taglio delle accise se il prezzo dei carburanti dovesse aumentare

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Il Cdm ha modificato il Dl Benzina: con la nuova norma, il taglio delle accise è di nuovo possibile ma solo in caso di prezzi del carburante in aumento.

Il Dl Benzina, approvato martedì 10 gennaio dal Cdm, è stato modificato.

Nel documento, è stata inserita una nuova norma che prevede il taglio delle accise nel caso in cui il prezzo industriale dei carburanti dovesse aumentare.

Modificato il Dl Benzina, ok al taglio delle accise se il prezzo dei carburanti dovesse aumentare

Il Consiglio dei ministri ha deciso apportare una modifica al decreto carburati che era stato approvato dallo stesso nella giornata di martedì 10 gennaio. La modifica consiste nell’aggiunta di una norma che consente di ridurre le accise nel caso in cui il prezzo industriale dei carburanti dovesse aumentare.

Qualora fosse necessario, l’iniziativa verrà finanziata attingendo dall’Iva aggiunta incassato in caso di incremento di prezzo, sfruttando il meccanismo dell’accisa mobile.

“In presenza di un aumento eventuale del prezzo del greggio e quindi del relativo incremento dell’Iva in un quadrimestre di riferimento, il maggiore introito incassato in termini di imposta dallo Stato possa essere utilizzato per finanziare riduzioni del prezzo finale alla pompa“. È quanto si legge nel comunicato ufficiale che è stato diffuso a margine della riunione del Governo.

Lo spoiler di Giorgetti prima della modifica

Una simile iniziativa da parte dell’esecutiva era stata parzialmente anticipata dal ministro dell’Economia e della Finanza Giancarlo Giorgetti durante il question time che si è tenuto nel pomeriggio di giovedì 12 gennaio in Senato. Il ministro in quota leghista, infatti, rispondendo alle domande sul caro carburante, aveva spiegato che “il governo si riserva di adottare le misure di riduzione delle accise in funzione di una norma che, come avrete modo di vedere nel decreto legge approvato il 10 gennaio 2023, consentirà un’azione in questo senso”.

In caso di aumento, quindi, Giorgetti ha affermato che il Governo è pronto a tagliare le imposte “in relazione all’incremento verificato dei prezzi dei carburanti”. Dopo aver ricordato i numeri del Governo Draghi – dove il “prezzo aveva superato i 2 euro al litro (toccando i 2,18 euro per la benzina)” portando al taglio delle accise –, Giorgetti è tornato a scagliarsi contro la speculazione e i “comportamenti speculativi e di scarsa trasparenza degli operatori”.

Infine, il ministro del Mef ha difeso le misure adottate dall’esecutivo guidato da Giorgia Meloni, giudicandole in linea “con le buone pratiche rinvenibili nei paesi europei”.