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Morte di Fakir, la telefonata al 112 di un passante: l’audio esclusivo del TG1

Morte di Fakir, la telefonata al 112 di un passante: l’audio esclusivo del TG1

Dalle chiamate dei residenti alla morte di Fakir: gli audio del 112 al TG1 aiutano a ricostruire l’intervento della Polizia.

Le telefonate al 112, l’intervento della Polizia e gli ultimi momenti prima della morte di Fakir Abderrahim sono al centro degli accertamenti della Procura di Bologna. Gli audio dei testimoni e i nuovi elementi raccolti dagli investigatori aiutano a ricostruire quanto accaduto in via Italo Svevo, mentre si attendono gli esiti dell’autopsia per chiarire la dinamica del decesso.

Il profilo di Fakir nelle parole della legale: “Una persona gentile e rispettosa”

Per chiarire le cause e la dinamica del decesso di Abderrahim Fakir sarà necessaria una consulenza tecnica collegiale affidata a un gruppo di specialisti. L’incarico per l’autopsia verrà conferito dalla Procura nelle prossime ore. Da un primo esame medico sarebbero emerse alcune lesioni alla testa e al volto, elementi che dovranno essere analizzati per stabilirne l’origine e la sequenza temporale.

Gli inquirenti hanno già acquisito diversi materiali utili alla ricostruzione dei fatti: tra questi il video registrato da un residente e successivamente diffuso online, oltre alle immagini provenienti dalle bodycam in dotazione ai due agenti intervenuti. Secondo quanto ricostruito finora, i poliziotti avrebbero utilizzato lo spray al peperoncino e successivamente avrebbero proceduto al contenimento dell’uomo, riuscendo a bloccarlo.

Nel frattempo arriva anche il ricordo dell’avvocata Barbara Spinelli, che seguiva Fakir in una pratica legata alla riconferma del permesso di soggiorno. La legale ha descritto il 43enne come una persona molto diversa dall’immagine emersa nei momenti concitati dell’intervento: Era una persona estremamente gentile, educata, rispettosa. Un lavoratore che si preoccupava della sua azienda e dei suoi dipendenti. E ha aggiunto: È l’ultimo dei miei assistiti per cui avrei immaginato una fine del genere”.

Secondo il racconto della legale, Fakir era un uomo dal cuore buono, con un forte senso del dovere verso il lavoro e verso gli altri. Gestiva un’attività, aveva dei dipendenti e, pur non avendo figli, ragionava “come il buon padre di famiglia”. Negli ultimi mesi avrebbe però manifestato preoccupazioni legate alle nuove politiche europee sulla migrazione, temendo di poter perdere il diritto di restare in Italia. Una paura che, secondo Spinelli, non aveva motivo di esistere: Gli dicevo che era l’ultima persona che avrebbe dovuto avere paura, perché aveva tutti i documenti in regola.

Morte di Abderrahim Fakir, la telefonata al 112 di un passante: “Urla e chiede aiuto”

Il TG1 ha trasmesso in esclusiva gli audio delle chiamate arrivate alla centrale operativa della Polizia da parte di alcuni cittadini che avevano assistito alla scena in via Italo Svevo, a Bologna. Nelle registrazioni emerge la preoccupazione dei testimoni, con una voce che racconta momenti di forte agitazione. Secondo quanto riferito dai passanti, un uomo in evidente stato di alterazione sarebbe stato visto muoversi rapidamente tra i basculanti delle autorimesse, urlando e chiedendo aiuto. Il 43enne, identificato come Fakir Abderrahim, avrebbe ripetuto di essere in pericolo e che qualcuno volesse ucciderlo. Le persone che hanno contattato il 112 hanno fornito indicazioni precise sugli indumenti indossati dall’uomo e sul punto esatto in cui si trovava, permettendo agli operatori di individuare rapidamente l’area, situata vicino a un parco cittadino, e di organizzare l’intervento delle forze dell’ordine.

Dai primi elementi raccolti dalla Procura di Bologna, che sta coordinando gli accertamenti condotti dalla Squadra Mobile con il procuratore Paolo Guido e il pm Domenico Ambrosino, emerge che gli agenti intervenuti avevano ricevuto una richiesta di soccorso per una persona descritta come in preda a una possibile crisi psichiatrica.

 

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