La morte di Abderrahim Fakir torna al centro del dibattito dopo la denuncia del consigliere comunale di Bologna Detjon Begaj, che ha segnalato alcuni commenti social attribuiti a un brigadiere dei Carabinieri e ritenuti di contenuto violento e razzista. L’Arma ha avviato gli accertamenti sul caso.
Morte di Fakir, il consigliere Begaj denuncia un carabiniere per i commenti sui social: “Uno in meno”
La vicenda legata alla morte di Abderrahim Fakir, il 43enne deceduto al Pilastro dopo un intervento delle forze dell’ordine, si arricchisce di un nuovo capitolo dopo la denuncia pubblica del consigliere comunale di Coalizione Civica a Bologna, Detjon Begaj. L’esponente politico ha raccontato di aver trovato numerosi commenti sotto un suo post Facebook dedicato al caso, attribuiti a un utente poi identificato come Walter Lombardi, brigadiere dei Carabinieri in servizio a Bologna.
“Ho notato qualcuno che mi ha commentato una dozzina di volte invocando il ‘Duce’, ‘bum bum bum’, ‘uno in meno’”, ha scritto Begaj, aggiungendo che tra i messaggi ve ne sarebbe stato anche uno rivolto a una donna con un contenuto ritenuto ambiguo: “Sono accompagnato ma se mi incontri attenta non si sa mai”.
Secondo il consigliere, i commenti sarebbero stati di matrice razzista e violenta e avrebbero suscitato preoccupazione per il ruolo ricoperto dall’autore.
Tra le frasi finite al centro della polemica, riportate da Begaj, ci sarebbero anche espressioni come “un tossico spacciatore in meno”, “W il Duce” e “polizia 1-risorsa 0”, oltre a una serie di messaggi ripetuti con riferimenti come “-1 BUM BUM BUM”. Il consigliere ha spiegato di aver conservato gli screenshot dei commenti e di aver successivamente verificato il profilo pubblico dell’utente.
Morte di Fakir: l’identità dell’autore dei commenti e il ruolo nell’Arma
Come riportato da Fanpage, dalle verifiche effettuate da Begaj è emerso che dietro quei messaggi ci sarebbe Walter Lombardi, brigadiere, ufficiale e Cavaliere dei Carabinieri di Bologna. “Aprendo il profilo pubblico del mio commentatore, ho scoperto essere del Brigadiere, Ufficiale e Cavaliere dei Carabinieri di Bologna”, ha dichiarato il consigliere, sottolineando anche alcuni aspetti della carriera del militare. Begaj ha ricordato che Lombardi, tra le varie attività svolte, avrebbe anche ospitato nella propria pattuglia il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, il 25 dicembre 2025, per consentirgli di rivolgere gli auguri di Natale ai colleghi dell’Arma tramite radio. Secondo quanto riferito, il video dell’episodio sarebbe stato inizialmente visibile sul profilo del militare, per poi risultare successivamente oscurato insieme ad altri contenuti.
Il consigliere ha evidenziato il contrasto tra il profilo professionale del militare e i contenuti pubblicati sui social: “Mi chiedo come sia possibile che abbia ritenuto normale o comunque legittimo che una figura così esperta e pluridecorata commenti più volte in questo modo un post”. Begaj ha precisato che la questione, a suo avviso, avrebbe la stessa gravità anche se i commenti fossero stati rivolti a un semplice cittadino. Secondo quanto emerso, sul profilo social del carabiniere sarebbero comparsi anche altri riferimenti controversi, tra cui immagini e contenuti giudicati inquietanti, con richiami al fascismo e alla guerra. Il consigliere ha quindi chiesto un intervento dell’Arma: “Mi chiedo se sia compatibile con l’onore, il prestigio e i valori dell’Arma”.
L’Arma avvia accertamenti: la richiesta di chiarimenti di Begaj
Dopo la segnalazione pubblica di Begaj, i Carabinieri avrebbero fatto sapere di aver avviato le verifiche sul caso. L’Arma, riferendosi ai commenti pubblicati da un militare effettivo al Comando Provinciale di Bologna, ha annunciato che saranno svolti “gli opportuni accertamenti” e che il comportamento del brigadiere sarà valutato “con il massimo rigore”. Begaj ha ribadito la necessità di fare chiarezza sul comportamento del militare, sottolineando il ruolo di fiducia che cittadini e istituzioni attribuiscono alle forze dell’ordine. “Le persone comuni quando hanno bisogno di aiuto, di solito chiamano proprio la Polizia o i Carabinieri”, ha scritto, aggiungendo che tali figure dovrebbero essere guidate “dal senso di protezione di tutti gli esseri umani, senza distinzioni di razza, genere, nazionalità”.
Per Begaj, gli episodi che hanno coinvolto le forze dell’ordine in città negli ultimi mesi non dovrebbero essere considerati isolati: “Sono tutti episodi che non possono essere liquidati come sporadici”, ha affermato, sostenendo però che Bologna abbia “gli anticorpi democratici per opporsi” e per chiedere trasparenza.
