> > Chiara Petrolini, la Procura ricorre contro l’assoluzione per il primo neon...

Chiara Petrolini, la Procura ricorre contro l’assoluzione per il primo neonato sepolto

Chiara Petrolini, la Procura ricorre contro l’assoluzione per il primo neonato sepolto

La Procura di Parma ha impugnato l’assoluzione di Chiara Petrolini per il primo figlio e chiede di rivedere anche l’accusa per il secondo neonato.

Nuovo capitolo nel caso dei neonati sepolti a Traversetolo: la Procura di Parma ha impugnato l’assoluzione di Chiara Petrolini per l’omicidio del primo figlio, contestando anche la riqualificazione del reato relativo al secondo neonato.

La condanna per il secondo neonato e il nodo della soppressione dei cadaveri

Per il secondo figlio, Angelo Federico Granelli, nato il 7 agosto 2024 e morto dissanguato dopo il taglio del cordone ombelicale, Petrolini sarebbe invece stata condannata a 24 anni e tre mesi di reclusione.

La Corte aveva riconosciuto l’omicidio con le aggravanti della premeditazione, collegata anche alle ricerche effettuate sul web, e del rapporto di discendenza.

La giovane sarebbe stata inoltre ritenuta capace di intendere e di volere. I giudici avrebbero però derubricato la contestazione relativa al corpo del secondo neonato da soppressione a occultamento di cadavere, decisione che la Procura contesterebbe nuovamente in appello.

Secondo l’accusa, il fatto che il corpo di Angelo Federico sia stato riportato alla luce casualmente da uno dei cani presenti nell’abitazione non cambierebbe l’intenzione attribuita alla ragazza, che sarebbe stata quella di farlo scomparire definitivamente, come già accaduto con il primo neonato.

Nelle motivazioni della sentenza, i giudici avrebbero descritto Petrolini come pur immatura e fragile, sottolineando però che avrebbe agito con lucidità e determinazione e “tenendo sempre ferma la propria volontà di non far scoprire niente finché ha potuto, ossia finché non è stata posta dagli inquirenti di fronte a evidenze fattuali incontrovertibili”.

Chiara Petrolini, la Procura impugna l’assoluzione per il primo neonato trovato sepolto

Si apre un nuovo capitolo giudiziario nel caso di Chiara Petrolini, la giovane di Traversetolo accusata di aver partorito due neonati, rispettivamente il 12 maggio 2023 e il 7 agosto 2024, per poi seppellirne i corpi nel giardino dell’abitazione di famiglia. Come riportato dall’Adnkronos, la Procura di Parma avrebbe presentato appello contro la sentenza pronunciata il 24 aprile 2026 dalla Corte d’Assise, contestando in particolare l’assoluzione della ragazza dall’omicidio del primo figlio, Domenico Matteo Granelli. In primo grado i giudici avevano ritenuto non sufficientemente dimostrato che il bambino fosse nato vivo, assolvendo quindi Petrolini dall’accusa di omicidio aggravato premeditato con la formula “perché il fatto non sussiste”, pur riconoscendone la responsabilità per la soppressione del cadavere.

La Procura, guidata dal procuratore Alfonso D’Avino insieme alla pm Francesca Arienti, avrebbero sostenuto invece che dalle valutazioni delle consulenti tecniche possa emergere la prova della vitalità del neonato al momento della nascita e, di conseguenza, anche la responsabilità della madre per la sua morte. Gli inquirenti avrebbero quindi scelto di impugnare una parte della decisione dell’Assise, che non avrebbe valorizzato adeguatamente alcuni elementi emersi nel corso del procedimento. Sarà ora la Corte d’Assise d’Appello di Bologna a esaminare il ricorso presentato dalla Procura.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app