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Neonati sepolti nel giardino di casa a Traversetolo: Chiara Petrolini condannata a 24 anni e tre mesi di carcere

Neonati sepolti nel giardino di casa a Traversetolo: Chiara Petrolini condannata a 24 anni e tre mesi di carcere

La sentenza della Corte d’assise di Parma chiude il processo per i neonati trovati sepolti, con la condanna della madre Chiara Petrolini.

Il caso dei neonati sepolti nel giardino di una casa a Traversetolo è arrivato a una svolta giudiziaria con la condanna di Chiara Petrolini, 22 anni. La sentenza, emessa dalla Corte d’assise di Parma dopo il processo per il duplice omicidio dei suoi due figli appena nati e la soppressione dei cadaveri, chiude uno dei procedimenti di cronaca nera più seguiti degli ultimi anni.

La notizia è stata riportata dalla Gazzetta di Parma.

Due gravidanze segrete e neonati sepolti in giardino: la Procura aveva chiesto 26 anni per Chiara Petrolini

I due neonati erano venuti alla luce in gravidanze mai rese pubbliche, rispettivamente il 12 maggio 2023 e il 7 agosto 2024, e sarebbero morti subito dopo il parto.

Nel corso dell’udienza del 13 marzo, la Procura aveva richiesto una condanna a 26 anni.

Neonati sepolti in giardino, Chiara Petrolini condannata: il duro verdetto della Corte

La Corte d’assise di Parma, presieduta dal giudice Alessandro Conti, pare abbia condannato Chiara Petrolini a 24 anni e tre mesi di reclusione al termine di una camera di consiglio durata poco più di tre ore.

La decisione è arrivata dopo le repliche finali dell’avvocato di parte civile Pierfrancesco Guido e del difensore della 22enne di Traversetolo, Nicola Tria, con i giudici riuniti dalle ore 10. L’imputata, presente in aula e scortata dai carabinieri, era accusata del duplice omicidio premeditato dei suoi due figli neonati, Domenico Matteo e Angelo Federico, oltre che della soppressione dei cadaveri, poi sepolti nel giardino dell’abitazione familiare.

Nel dispositivo della sentenza sarebbe stata tuttavia disposta l’assoluzione per l’accusa di omicidio relativa al primogenito. La giovane si troverebbe attualmente agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico nella stessa casa in cui furono occultati i corpi. Come riportato dalla Gazzetta di Parma, il verdetto chiude un processo che ha scosso profondamente la comunità di Traversetolo e l’opinione pubblica nazionale.

L’avvocato Nicola Tria, difensore di Chiara Petrolini, come riportato da Mediaset Tgcom24, ha spiegato che sarà necessario attendere la lettura delle motivazioni della sentenza, ma ha espresso l’opinione che, nel caso specifico, la pena avrebbe potuto e dovuto essere più lieve, considerando diversi elementi del quadro complessivo. Il legale ha inoltre ribadito che rimane centrale il tema già più volte sollevato durante il processo, affermando: “Resta sul tappeto il tema di cui ho parlato molte volte, quello della patologia, non desisteremo“. Nel corso del dibattimento, le perite psichiatre incaricate dal tribunale hanno concluso che l’imputata fosse pienamente capace di intendere e di volere.

Tria ha poi osservato che, prima di esprimere un giudizio sulla decisione, è necessario leggere con attenzione il relativo impianto argomentativo, sottolineando l’importanza delle motivazioni che la sostengono: “Prima di giudicare una sentenza dobbiamo leggere il discorso argomentativo che la sorregge“. Infine, riguardo alla reazione dell’imputata, il difensore ha riferito che Chiara Petrolini ha preso atto della sentenza, precisando però che il percorso giudiziario non è ancora concluso.