Gli oggetti d’arte sono soggetti alla sovraintendenza dello Stato che si occupa della loro salvaguardia e del loro mantenimento, difatti è famoso per aver recuperato quadri che erano italiani e magari nel corso del tempo avevano raggiunto location estere, grazie ad aste vinte sono poi rientrati nel territorio, allo stesso tempo sono però stati commessi errori nella valutazione di opere italiane finite in mani estere e il caso che tratteremo ne è la perfetta rappresentazione.
I restauri ed i rischi che possono verificarsi
Quando si restaura un’opera nonostante ci si affida a professionisti possono verificarsi dei problemi nel rilevamento di determinate caratteristiche, il commento degli esperti difatti poi permette di piazzarlo sul mercato e da questi dati se ne certifica anche il valore.
Ecco perché la parola di chi vive e a studiato le opere d’arte è fondamentale, tuttavia possono presentarsi errori di valutazione che svalutano un’opera che poi viene piazzata sul mercato ben al di sotto del reale potenziale di guadagno.
Se ciò succede e non se ne accorge nessuno, il compratore fa ovviamente un affare, può capitare di accorgersene e lì bisogna essere rapidi ad intervenire per recuperare l’opera.
La “Madonna con Bambino” venduta a 38.000 euro, ne valeva oltre 500.000
Un caso recente riguarda una “Madonna con Bambino” che dopo i controlli degli esperti è stata valutata 38.000 euro prima del restauro e che ll Ministero ha venduto perché considerava esser stata dipinta nel 1850 e le datazioni per opere “recenti” sono naturalmente più basse.
La vera scoperta, come riporta Il Corriere della Sera è emersa al termine del restauro, la datazione esatta è del 1350 ma dopo l’ok del ministero alla libera circolazione, perché valutata come eseguita nel 1850, si è scoperto che sono decorsi i termini per poterla riportare in Italia.
Ecco quindi che il reale valore non era più di 38.000 euro ma di oltre 500.000 euro. Il quadro è stato inizialmente attribuito a Alfonso Martorelli Fiori Bologna, ma dopo il restauro l’autore si è scoperto essere in realtà anonimo – conosciuto come “Maestro del 1302” – con una contribuzione per il Battistero di Parma.
La scoperta del Ministero è arrivata nel 2023, dopo aver dato il via libera al restauro ed alla permanenza in Svizzera nel 2020, ecco quindi che il quadro può rimanere nella nazione elvetica e messo alla vendita da Christie’s con una quotazione tra le 400.000 e le 500.000 sterline.
Un caso simile, con la respinta da parte del Consiglio di Stato, nei confronti del Ministero dei Beni Culturali, è avvenuto a gennaio, con il mancato riconoscimento da parte dei tecnici di un Vasari che non è potuto tornare in Italia.
