Carlo Calenda interviene sulla morte di Abderrahim Fakir e sui violenti scontri avvenuti a Bologna, chiedendo di attendere l’esito delle indagini prima di esprimere giudizi e attaccando duramente il sindaco Matteo Lepore e la segretaria del Pd Elly Schlein.
Azione contro il sindaco di Bologna: la richiesta di dimissioni e le critiche alla manifestazione
La linea di Azione nei confronti dell’amministrazione bolognese si è fatta ancora più dura dopo gli scontri avvenuti durante il corteo organizzato per chiedere “verità e giustizia” sulla morte di Fakir a Bologna. Il presidio, inizialmente pacifico e partecipato da oltre quattromila persone, è degenerato quando circa 200 antagonisti hanno dato vita a violenti tafferugli con le forze dell’ordine.
Il bilancio è stato pesante: vetrine distrutte, auto incendiate, arredi urbani danneggiati e il centro cittadino trasformato in uno scenario di guerriglia.
In prima linea contro Matteo Lepore ci sono anche due esponenti di Azione provenienti dal Partito Democratico, l’eurodeputata Elisabetta Gualmini e il senatore Marco Lombardo. Entrambi hanno definito la convocazione della manifestazione “un errore politico“, sostenendo che il rischio di disordini fosse prevedibile e che la situazione avrebbe potuto essere evitata.
Gualmini, dopo aver documentato sui social quanto accaduto nel centro di Bologna, ha scritto: “Questa è la mia città. Non si respira più“. Pur ribadendo la necessità di fare piena luce sulla morte di Fakir e affermando che “chi è responsabile deve pagare, chi ha sbagliato deve essere punito“, ha contestato la scelta dell’amministrazione di promuovere una mobilitazione che, a suo giudizio, ha finito per contrapporre cittadini e forze dell’ordine: “Valeva la pena dividere ancora una volta la città? Si può governare sempre mettendo una fazione contro l’altra?“.
Sulla stessa linea anche Marco Lombardo, secondo cui la solidarietà nei confronti della famiglia di Fakir sarebbe stata sfruttata dagli antagonisti per scatenare gli scontri con la polizia e paralizzare il centro cittadino per ore. Una posizione che conferma la crescente distanza di Azione dal centrosinistra bolognese in vista delle prossime elezioni amministrative.
Caso Fakir: duro attacco di Carlo Calenda contro Elly Schlein e Matteo Lepore
Carlo Calenda invita alla prudenza sulla morte di Abderrahim Fakir, il 43enne deceduto durante un intervento della polizia al Pilastro, sostenendo che sia necessario attendere l’esito degli accertamenti prima di formulare conclusioni. Secondo il leader di Azione, al momento mancano ancora elementi fondamentali per comprendere l’esatta dinamica dei fatti. “Noi non sappiamo cos’è successo, se c’è stata una reazione al peperoncino, quanto tempo hanno cercato di calmare questa persona prima di ammanettarla“. Calenda ha poi difeso l’operato delle forze dell’ordine, sottolineando le difficoltà con cui gli agenti sono costretti a confrontarsi quotidianamente: “Parliamo poi di ragazzi, poliziotti che vengono pagati 1400 euro per prendersi insulti e sassate“.
Allo stesso tempo ha criticato la scelta del sindaco Matteo Lepore di esporsi pubblicamente prima che fosse chiarita la vicenda: “Il sindaco avrebbe dovuto aspettare. Lepore ha fatto una pessima figura“. Il leader di Azione ha inoltre espresso una netta condanna nei confronti delle proteste sfociate nella violenza, ritenendo che episodi di questo tipo finiscano soltanto per favorire “la destra più reazionaria che esiste in assoluto“, alimentando una contrapposizione dannosa per il Paese.
Calenda ha quindi rivolto un duro attacco anche alla segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, accusandola di non aver preso posizione con tempestività: “Può Schlein non dire nulla su quanto accaduto a Bologna (lo ha fatto solo in tarda serata su La7,), dove il sindaco del suo partito, Lepore, ha convocato una manifestazione che è deragliata, con la città messa a ferro e fuoco, i poliziotti insultati e feriti. Per grazia ricevuta non ci è scappato il morto, ma Lepore deve dimettersi“.
