La vicenda legata alla morte del piccolo Domenico Caliendo ha acceso l’attenzione sulle procedure e sull’organizzazione della rete sanitaria regionale, portando la Regione Campania a disporre verifiche approfondite presso l’ospedale Monaldi di Napoli, struttura dell’Azienda Ospedaliera dei Colli Monaldi. L’ispezione straordinaria, avviata su impulso del presidente regionale Roberto Fico, nasce con l’obiettivo di chiarire eventuali criticità nei protocolli sanitari, nella gestione degli organi e nell’organizzazione interna, in un contesto in cui sono emersi dubbi su procedure, tempistiche e comunicazioni tra le strutture coinvolte.
Morte Domenico Caliendo, scatta l’ispezione straordinaria della Regione Campania al Monaldi
È partita il 23 marzo 2026, presso l’ospedale Monaldi di Napoli (Azienda Ospedaliera dei Colli), l’ispezione straordinaria promossa dalla Regione Campania in seguito alla morte del piccolo Domenico Caliendo, avvenuta dopo un trapianto cardiaco. L’iniziativa, annunciata e coordinata dal presidente regionale Roberto Fico, vede l’impiego di un gruppo di esperti, anche esterni alla Direzione generale della Salute, incaricati di analizzare nel dettaglio l’organizzazione interna e le procedure adottate dalla struttura ospedaliera. Come riportato dall’ANSA, l’obiettivo principale è verificare se le condizioni che hanno portato all’evento fossero già note oppure prevedibili e se siano state messe in atto tutte le misure necessarie per evitarle.
Fin dalle prime fasi, gli ispettori hanno iniziato a raccogliere e analizzare documentazione relativa sia all’attività recente sia a quella precedente alla vicenda, includendo aspetti amministrativi e sanitari. L’attività ispettiva non si limiterà al solo Monaldi, ma proseguirà anche nelle settimane successive coinvolgendo altri centri trapiantologici della regione, al fine di ottenere un quadro più ampio e sistemico del funzionamento della rete.
L’indagine trae origine da una prima istruttoria regionale che aveva già evidenziato criticità rilevanti, tra cui «protocolli non aggiornati per il trasporto e la conservazione degli organi» e «formazione del personale ritenuta inadeguata», elementi che, secondo quanto dichiarato, delineerebbero una situazione organizzativa complessa e preesistente.
Morte Domenico Caliendo, scatta l’ispezione straordinaria della Regione Campania al Monaldi: indagine sulle procedure
Dalle verifiche preliminari condotte dalla Direzione Generale per la Tutela della Salute sarebbe emerso un quadro giudicato più problematico rispetto alle prime valutazioni. Tra gli aspetti segnalati figurerebbero il mancato utilizzo di dispositivi già disponibili, ritardi nelle comunicazioni verso le autorità sanitarie e un contesto interno descritto come fortemente compromesso già prima dell’evento del dicembre 2025. In particolare, è stato sottolineato come «l’insieme di questi elementi configuri una problematicità organizzativa sistemica preesistente», evidenziando la possibile presenza di criticità strutturali e non episodiche.
Parallelamente all’ispezione amministrativa e gestionale, restano aperti anche gli sviluppi sul piano giudiziario: la Procura di Napoli ha avviato un fascicolo che coinvolge diversi sanitari e sta valutando ulteriori aspetti legati alle scelte cliniche adottate, inclusa la mancata adozione di un cuore artificiale dopo il trapianto non riuscito. Secondo alcune ricostruzioni riportate dal legale della famiglia, inoltre, vi sarebbero stati ritardi nella trasmissione di informazioni alle autorità competenti, circostanza che sarebbe oggetto di ulteriori approfondimenti.
L’ispezione, destinata a proseguire nelle prossime settimane, si inserisce quindi in un più ampio processo di verifica volto a chiarire dinamiche, responsabilità e possibili falle organizzative all’interno dell’intera rete trapiantologica regionale.