La morte dell’attore riporta l’attenzione su due figure che hanno segnato profondamente il teatro italiano del Novecento. Un’eredità artistica condivisa con Franca Nuti, compagna di vita e di palcoscenico, che continua a vivere nella memoria culturale del Paese.
Due anni fa l’addio alla moglie dell’attore scomparso
Franca Nuti è stata una delle interpreti più raffinate del teatro italiano del XX secolo, capace di attraversare decenni di scena con intensità espressiva e misura stilistica.
Nata a Torino negli anni Venti e divenuta milanese d’adozione, ha legato in modo profondo il proprio nome al Piccolo Teatro di Milano, dove ha lavorato a lungo, soprattutto sotto la guida di Luca Ronconi.
Nuti si è distinta per la capacità di affrontare testi complessi e personaggi di grande profondità, restituendo sempre una recitazione autentica e umanissima. Accanto all’attività scenica, ha svolto un ruolo fondamentale nella formazione delle nuove generazioni: dal 1991 al 2010 è stata docente presso la Scuola del Teatro Stabile di Torino, contribuendo alla crescita professionale di numerosi allievi.
Il suo talento è stato riconosciuto da importanti premi, tra cui due Premi Ubu, il Premio Flaiano come migliore interprete e alla carriera e il Premio Eleonora Duse. Nel teatro ha trovato anche una famiglia, condividendo la vita con Giancarlo Dettori, dal cui amore sono nati due figli, in un sodalizio artistico e umano destinato a lasciare un segno duraturo.
“Se n’è andato”. Morto l’attore italiano che ha segnato un’epoca
Si è spento a 93 anni Giancarlo Dettori, figura di primo piano del teatro italiano e voce storica della radio. Attore capace di attraversare linguaggi e generazioni, ha lasciato un’impronta profonda nella cultura del secondo Novecento, arrivando a interpretare anche il primo Mago Zurlì in versione teatrale.
A comunicare la sua scomparsa è stata la famiglia, affidando al dolore parole dense di spiritualità: “Si è compiuto il tempo. Un’era lunga novantatré anni si dissolve nell’eterno, e il mio pianto diventa preghiera”.
Nato a Cagliari, Dettori si trasferì a Roma per perfezionare la propria formazione all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica, dando avvio a un percorso artistico lungo e autorevole. Il palcoscenico è rimasto sempre il suo luogo d’elezione, ma la sua presenza si è estesa anche alla radio Rai e alla televisione, dove dagli anni Settanta è stato attivo come conduttore. Ha collaborato con alcune delle istituzioni e dei maestri più influenti del panorama italiano, dal Piccolo Teatro di Milano a Giorgio Strehler, costruendo una carriera solida, riconoscibile e trasversale.
I familiari lo hanno salutato due anni dopo la scomparsa della moglie Franca Nuti, compagna di vita e d’arte.
Il figlio Carlo ha affidato al ricordo parole cariche d’amore: “Papà, hai varcato la soglia della luce. Ora sei con la tua Franchina nel luogo dove l’amore non conosce separazione”.