La riforma del Codice della strada potrebbe cambiare il sistema delle multe, introducendo importi variabili in base alla gravità dell’infrazione e al comportamento del conducente, con aumenti fino al 100% e riduzioni fino al 50%.
Multe con importi variabili in base alla gravità dell’infrazione: cosa prevede la riforma
Il sistema delle sanzioni previsto dal Codice della strada potrebbe cambiare profondamente.
La bozza del decreto legislativo allo studio del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, nell’ambito della riforma promossa da Matteo Salvini, punta infatti a superare il principio secondo cui alla stessa violazione corrisponde sempre lo stesso importo. La somma da pagare potrebbe essere calibrata valutando non soltanto l’infrazione, ma anche la pericolosità del comportamento, le condizioni del conducente, il mezzo utilizzato e le modalità con cui è stata violata la norma.
Il meccanismo richiamerebbe, almeno in parte, quello delle circostanze aggravanti e attenuanti già utilizzato in ambito penale.
Alcune differenziazioni esistono già: per esempio, determinate violazioni commesse tra le 22 e le 6 possono comportare conseguenze più severe, così come quelle che provocano un incidente. Sul fronte opposto, è già previsto lo sconto per chi paga alcune multe entro cinque giorni.
La nuova disciplina amplierebbe però notevolmente questo principio, consentendo aumenti fino al 100% e riduzioni fino al 50%. L’aumento potrebbe riguardare anche determinati comportamenti dei neopatentati, chi conduce auto con una potenza superiore a 150 kW e chi guida autobus o mezzi pesanti.
Dall’alcol alla patente sospesa: quando la sanzione può raddoppiare
Le percentuali aumenterebbero progressivamente in presenza di condotte considerate più pericolose. La bozza ipotizza una maggiorazione del 20% per chi guida dopo aver assunto alcol, sostanze stupefacenti o psicotrope, ma anche in relazione a comportamenti che provocano danni alla strada o a determinate violazioni legate ai trasporti eccezionali.
L’incremento salirebbe al 30% quando dall’infrazione deriva un incidente senza feriti, quando si continua a circolare nonostante l’azzeramento dei punti della patente oppure in caso di trasporto di merci pericolose. Più pesanti ancora le conseguenze previste per chi guida con la patente sospesa, utilizza documenti falsificati, circola con una targa assente o irregolare o usa un veicolo sottoposto a sequestro: in queste situazioni l’importo potrebbe crescere del 50%. La misura più severa riguarderebbe invece chi viene sorpreso alla guida senza aver mai conseguito la patente, per il quale la sanzione potrebbe essere raddoppiata.
Il nuovo sistema, tuttavia, non introdurrebbe soltanto aggravamenti. Sono allo studio anche riduzioni fino alla metà dell’importo, riconosciute quando le circostanze o il comportamento del conducente vengono valutati positivamente. A stabilire concretamente eventuali aumenti o sconti sarebbe, in linea generale, l’organo di polizia che accerta la violazione, seguendo una procedura definita. In alcune circostanze, però, dovrà essere lo stesso automobilista a dimostrare di avere diritto alla riduzione, soprattutto quando il requisito necessario si manifesta soltanto dopo la contestazione o la notifica del verbale.
Al momento, comunque, il nuovo impianto non è ancora definitivo: si tratta di una bozza in fase di elaborazione, che potrà essere modificata durante l’iter. Se confermato, il principio di fondo sarebbe quello di rendere la sanzione proporzionata non soltanto alla norma violata, ma anche alla concreta gravità del comportamento tenuto sulla strada.
