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Scenari di violenza: lacrimogeni, lanci di pietre e cariche in Italia

Scenari di violenza: lacrimogeni, lanci di pietre e cariche in Italia

Scintille di violenza esplodono in più città, tra lacrimogeni, pietre e cariche di alleggerimento.

Il pomeriggio del 24 ottobre 2026 è stato segnato da una serie di manifestazioni di ampia scala contro il riarmo e il cosiddetto “carovita”. I cortei, partiti da diverse piazze storiche, hanno incontrato una risposta ferma da parte delle forze dell’ordine, con l’impiego di lacrimogeni, cariche di alleggerimento e l’utilizzo di idranti per disperdere le folle.

La tensione è rapidamente salita a livelli critici, generando scontri in almeno cinque città: Bologna, Torino, Firenze, Milano e Napoli.

Bologna: il corteo si scontra con la polizia in via Marconi

Il corteo è iniziato in piazza del Nettuno, dove circa un migliaio di persone si è radunato in una manifestazione spontanea. Dalla piazza dei Martiri, i manifestanti hanno proseguito lungo via Ugo Bassi per poi arrivare in via Marconi, dove le forze dell’ordine hanno intercettato il flusso con blocchi di agenti in tenuta antisommossa.

Alcuni partecipanti hanno lanciato sassi e petardi, costringendo la polizia a rispondere con un fitto impiego di lacrimogeni e il posizionamento di idranti per ridurre la densità della folla. Sono state effettuate diverse cariche di alleggerimento per impedire che il corteo raggiungesse la stazione.

Torino: razzi, bottiglie e cariche al ponte Mosca

A Torino, la manifestazione ha preso una piega più pericolosa.

Dopo aver attraversato piazza Castello, il corteo ha raggiunto il ponte Mosca, punto di svolta verso Borgo Dora e il centro cittadino. Qui i manifestanti hanno iniziato a lanciare razzi improvvisati e bottiglie di vetro contro le forze dell’ordine, provocando un intenso lancio di lacrimogeni. La polizia, schierata con scudi e manganelli, ha attuato una serie di cariche di alleggerimento, spingendo i manifestanti verso Lungo Dora Napoli, dove la tensione si è placata temporaneamente.

Firenze e Milano: blocchi, serrande abbassate e cori contro la polizia

Nel centro storico di Firenze, il corteo è rimasto bloccato per più di un’ora sul ponte Santa Trinita, dove la polizia ha proibito l’accesso a via Tornabuoni, definita «salotto buono» della città. Sono avvenuti sporadici lanci di oggetti e manganellate da parte degli agenti, accompagnati da cori come “Fateci passare” e “Siamo tutti sottopagati”. Parallelamente, a Milano, un corteo di circa cinquecento persone è partito da piazza Leonardo da Vinci, crescendo fino a diverse migliaia. Molti esercizi commerciali hanno abbassato le serrande per timore di disordini, mentre le forze dell’ordine hanno effettuato cariche di alleggerimento in via Borghetto, impedendo il passaggio verso il Duomo.

Napoli e la presenza di gruppi incappucciati: un clima di allerta

Nel capoluogo partenopeo, la manifestazione contro il carovita si è svolta in via de Pretis, davanti al palazzo della compagnia di crociere MSC. Le forze dell’ordine, in tenuta antisommossa, hanno eretto una barriera che ha generato un breve parapiglia. Alcuni gruppi di giovani incappucciati hanno comparso, lanciando petardi e gridando slogan contro il governo. Nonostante l’esplosione di due petardi, la situazione è tornata rapidamente alla normalità, con i manifestanti che hanno raggiunto piazza Municipio e continuato a cantare “Giorgia Meloni vattene”.

La giornata del 24 ottobre ha mostrato una crescente escalation di violenza nelle proteste italiane, con l’uso di lanciataggi di oggetti, lacrimogeni e diverse cariche di alleggerimento da parte delle forze dell’ordine. Le autorità hanno denunciato circa migliaia di partecipanti in totale, evidenziando la necessità di un controllo più efficace per evitare ulteriori confronti violenti.

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