Il Massimo Zanetti Beverage Group (MZB Group), noto proprietario del marchio Segafredo Zanetti è al centro di una competizione tra investitori internazionali. Dopo aver attirato l’interesse di diversi operatori, nell’anno corrente sono state presentate cinque offerte definitive, alcune delle quali puntano a rilevare l’intera partecipazione di controllo.
Le cinque offerte: due industriali e tre fondi
Il tavolo delle trattative vede la presenza di due gruppi industriali e di tre società di private equity. Da una parte c’è Kofola il colosso ceco noto per la bevanda gassata omonima, e dall’altra Westrock Coffee Company azienda statunitense dell’Arkansas controllata dalla famiglia Ford e quotata al Nasdaq. Accanto a loro operano tre fondi: One Rock CapitalAdvent e BC Partners.
Le proposte ruotano attorno a una quota di controllo che potrebbe arrivare al 100 % del capitale, ma il valore complessivo dell’operazione è stimato intorno a 1,2 miliardi di euro.
Kofola, la risposta ceca alla Coca-Cola
Fondata negli anni ’50 per offrire un’alternativa locale alla Coca-Cola, Kofola si è trasformata in un gruppo diversificato, attivo nei succhi, energy drink, limonate e birre.
Dopo la crisi del 1989, la famiglia greca Samaras ha acquisito il controllo, iniziando una fase di espansione. L’interesse per Segafredo nasce dalla volontà di entrare nel mercato del caffè e di sfruttare la rete globale del brand italiano; la holding ceca ha chiuso il 2025 con un fatturato preliminare di 435 milioni di euro.
Westrock Coffee Company, la scommessa americana
Nasce nel 2009 durante il periodo sabbatico di Scott Ford in Ruanda. Dopo aver iniziato con la coltivazione locale, la società ha acquisito nel 2020 S&D Coffee & Tea per 405 milioni di dollari, diventando uno dei principali produttori statunitensi di caffè e tè. Nel 2025 le vendite nette hanno superato i 1,2 miliardi di dollari, quasi 40 % in più rispetto all’anno precedente. La combinazione del marchio italiano con la logistica e la distribuzione americana rappresenta la logica dietro la proposta.
I fondi interessati
One Rock Capital gestisce il portafoglio di acque Primo Brands e cerca opportunità di crescita nel settore beverage. Advent ha già investito in aziende come Irca e Avio mostrando esperienza nel settore industriale. BC Partners attivo in Italia da anni, possiede le catene di ristorazione Cigierre (Old Wild West, Wiener Haus) e ha partecipato a operazioni su Fedrigoni e Dental Pro. Tutti e tre i fondi hanno presentato offerte finali entro ottobre.
I risultati recenti di MZB Group
Nel 2025 il gruppo ha chiuso con ricavi consolidati di 1,315 miliardi di euro, segnando una crescita del 27 % rispetto all’anno precedente. Il 90 % dei ricavi è stato generato all’estero, con gli Stati Uniti a capo del mercato. L’EBITDA è salito a 86 milioni di euro (+39 %), mentre l’utile netto si è attestato intorno ai 2 milioni. La posizione finanziaria netta è diminuita a circa 317 milioni di euro, testimonianza di una riduzione del debito. Nell’ultimo semestre del 2026, i ricavi hanno raggiunto 693 milioni di euro e l’EBITDA 60 milioni, segnando un incremento del 48 % rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, nonostante l’aumento dei prezzi dell’Arabica dovuto a fattori climatici e speculativi.
Il ruolo di QuattroR e le prospettive di uscita
Il fondo italiano QuattroR controllato al 65 % da CDP – Cassa Depositi e Prestiti è stato introdotto nel 2024 per rafforzare la struttura patrimoniale del gruppo, gravato da un elevato livello di indebitamento. Con i risultati recenti, il fondo ritiene di aver completato la sua missione di rilancio e si dichiara pronta a cedere l’intera partecipazione. L’amministratore delegato Pierluigi Tosato rimane al timone, ma la decisione finale spetta al fondatore Massimo Zanetti che valuterà la possibilità di vendere la propria quota del 35 % sulla base del multiplo EBITDA riconosciuto dagli acquirenti. Le trattative sono gestite da Lazard e Intesa Sanpaolo IMI CIB che dovranno scegliere entro la fine dell’anno i due investitori con cui avviare il negoziato definitivo.
Il caso Segafredo Zanetti si inserisce in un più ampio fenomeno di cessione di asset italiani: dal 2022 a oggi circa 2 000 imprese sono state acquistate da investitori esteri per un valore complessivo di 107 miliardi di euro. Nei primi nove mesi del 2026 sono state contabilizzate 275 operazioni transfrontaliere per quasi 10 miliardi di euro, a dimostrazione di un mercato interno ancora molto attrattivo per capitali stranieri.
