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Ora solare 2026, lancette indietro il 25 ottobre: gli effetti sulla salute e i risparmi energetici

Ora solare 2026, lancette indietro il 25 ottobre: gli effetti sulla salute e i risparmi energetici

Ora solare 2026, lancette indietro il 25 ottobre: gli effetti sul sonno, i risparmi energetici e il dibattito sull’ora legale permanente.

L’ora solare torna in Italia nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026. Il passaggio prevede di spostare le lancette indietro di un’ora, dalle 3 alle 2, con la possibilità di dormire un’ora in più. Il cambiamento, tuttavia, non riguarda soltanto gli orologi: può influire temporaneamente sul riposo e riaccende il dibattito sull’opportunità di mantenere l’ora legale durante tutto l’anno.

Ora legale permanente, i dati di Terna sui consumi e i possibili risparmi

Il ritorno all’ora solare riapre il dibattito sull’abolizione del cambio stagionale. La questione è stata esaminata dalla Commissione Attività produttive della Camera, che ha confrontato tre scenari: il sistema attuale, l’ora solare permanente e il mantenimento dell’ora legale per tutto l’anno.

Secondo le stime di Terna, nel 2026 l’attuale sistema permetterebbe di risparmiare circa 302 GWh di energia elettrica. Con l’ora legale permanente, il risparmio potrebbe salire a 462 GWh annui, con un beneficio economico stimato in 120 milioni di euro nel 2026 e circa 100 milioni nel 2030. Il vantaggio energetico, tuttavia, si è ridotto negli ultimi anni, anche grazie alla maggiore efficienza dei sistemi di illuminazione.

Anche a livello europeo il confronto è ancora aperto. Nel 2019 il Parlamento europeo aveva approvato una proposta per superare il cambio stagionale, ma l’assenza di un accordo tra gli Stati membri ha bloccato il percorso. In Italia resta quindi in vigore il sistema attuale: il 25 ottobre 2026 tornerà l’ora solare, mentre il passaggio all’ora legale è previsto per marzo 2027.

Ora solare 2026: quando spostare le lancette e cosa succede al nostro corpo

Il ritorno all’ora solare segna la conclusione dei sette mesi di ora legale, iniziata il 29 marzo . Nella notte del 25 ottobre, alle 3 del mattino, gli orologi dovranno essere riportati alle 2. Gli smartphone, i computer e la maggior parte dei dispositivi digitali aggiorneranno automaticamente l’orario, mentre per gli orologi analogici sarà necessario intervenire manualmente. Da quel momento si avrà più luce nelle prime ore della giornata, ma il buio arriverà prima nel pomeriggio e in serata.

A richiamare l’attenzione sugli effetti del cambiamento è Fabrizio Pregliasco, direttore della Scuola di Specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva dell’Università degli Studi di Milano – La Statale, past president Anpas e vicepresidente di Samaritan International. L’esperto all’Adnkronos sottolinea che il riposo non si adatta necessariamente alla stessa velocità degli orologi: «Le lancette si spostano in un attimo, il nostro organismo può avere bisogno di qualche giorno».

Il cambio può provocare, soprattutto nelle persone che hanno già difficoltà a dormire, sonnolenza durante il giorno, risvegli anticipati, irritabilità e problemi di concentrazione. Per affrontare la transizione, Pregliasco consiglia di mantenere orari regolari per il sonno e i pasti, trascorrere del tempo all’aperto durante le ore di luce e continuare a svolgere attività fisica. La sera, invece, è preferibile limitare caffeina e alcol, evitare pasti eccessivamente abbondanti e ridurre gli stimoli prima di coricarsi. Per i bambini può essere utile modificare gradualmente le abitudini, senza interrompere i rituali che accompagnano il momento della nanna.

Non è necessario ricorrere automaticamente a integratori o prodotti per dormire: un’alimentazione equilibrata e uno stile di vita regolare restano le indicazioni di base. Occorre inoltre prestare attenzione alla stanchezza quando si guida o si svolgono attività che richiedono lucidità. Se insonnia, spossatezza o alterazioni dell’umore persistono e interferiscono con la quotidianità, è opportuno parlarne con il medico. Come ricorda Pregliasco, «Dormire bene è una componente della prevenzione, non il tempo che avanza dopo tutti gli altri impegni».

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