Il caso del neonato morto a Chieri ha assunto una svolta rilevante nelle indagini, con la revisione dell’ipotesi iniziale da incidente domestico a possibile omicidio volontario. Una nuova qualificazione che modifica profondamente il quadro investigativo e orienta gli accertamenti su elementi ancora in fase di verifica, aprendo interrogativi sulle dinamiche dell’accaduto.
Neonato morto a Chieri, la svolta: mamma indagata per omicidio
La Procura di Torino ha rivisto l’impostazione iniziale dell’indagine: la morte del piccolo Riccardo, avvenuta dopo una caduta dalle scale in casa a Pessione, non viene più considerata un episodio accidentale. L’ipotesi al centro del fascicolo è ora quella di omicidio volontario a carico della madre, segnando un cambiamento rilevante nel percorso investigativo.
Non si tratta di una semplice modifica formale, ma di una diversa lettura degli elementi raccolti: per gli inquirenti, infatti, emergerebbero indizi non compatibili con una dinamica puramente fortuita. Il lavoro coordinato dalla pm Alessandra Provazza procede attraverso accertamenti medico-legali, analisi tecniche, ricostruzione delle ultime ore e raccolta di testimonianze, con l’obiettivo di chiarire se vi siano riscontri concreti a sostegno dell’ipotesi volontaria.
Neonato morto a Chieri: i messaggi choc tra la mamma e il marito
Le verifiche condotte finora includono l’esame delle copie forensi dei dispositivi elettronici sequestrati, ritenuti fondamentali per ricostruire comunicazioni e contesto relazionale: “tra i messaggi scambiati dalla mamma del piccolo con il marito e i familiari sarebbero state individuate parole difficilmente conciliabili con la tesi della caduta accidentali”.
A questo si aggiungerebbe un video proveniente da telecamere interne alla villetta, nei cui fotogrammi si noterebbe il movimento di una luce lungo le scale in prossimità dell’orario in cui sarebbe avvenuto l’episodio. L’autopsia, dal canto suo, non ha chiarito in modo definitivo l’origine delle lesioni: “le lesioni — da «schiacciamento» e «impatto» — sarebbero astrattamente compatibili sia con una caduta accidentale, sia con un gesto deliberato”.
Secondo la versione fornita dalla madre, il bimbo sarebbe sfuggito dalle sue braccia dopo un malore improvviso mentre scendeva le scale. Tuttavia, la nuova qualificazione del reato e gli approfondimenti in corso indicano che gli investigatori stanno valutando scenari alternativi, in un quadro che resta complesso e ancora aperto.