Il 74enne Stephen Hubbard, cittadino statunitense detenuto in Russia dal 2022, è stato dichiarato libero da Vladimir Putin, che ha definito l’atto un gesto umanitario. L’annuncio è giunto allo stesso tempo in cui Donald Trump ha sostenuto di aver chiesto personalmente a Mosca la liberazione del pensionato insegnante, insistendo che nessuna contropartita è stata richiesta dalla Russia.
Rilascio di Stephen Hubbard: dichiarazioni ufficiali
Durante un’intervista televisiva, il presidente russo ha spiegato che la decisione di mettere fine alla detenzione di Hubbard era unilaterale e non condizionata da alcun accordo. Il portavoce del Dipartimento di Stato statunitense ha confermato la posizione di Washington, affermando che lo scarceramento non è stato parte di uno scambio e che la Russia non ha presentato richieste di alcun genere.
Il diplomatico ha aggiunto che, per quanto riguarda le relazioni diplomatiche, la decisione rimane un gesto di buona volontà.
Detenzione e espulsione di Mikhail Zvinchuk a Montenegro
Nel frattempo, le autorità montenegrine avevano brevemente trattenuto Mikhail Zvinchuk, noto blogger di guerra russo e direttore dell’organizzazione mediatica Rybar. Il procedimento, avviato con l’accusa di diffusione di “influenza russa”, si è concluso con l’espulsione di Zvinchuk e di altri tre cittadini russi il 9 ottobre.
Il caso ha attirato l’attenzione internazionale perché Rybar è stata collegata in passato a Yevgeny Prigozhin e a campagne di disinformazione volte a influenzare le elezioni occidentali.
Premio americano per la cattura di Zvinchuk
Nel, il programma Rewards for Justice del Dipartimento di Stato ha messo a disposizione 10 milioni di dollari per informazioni che conducessero all’identificazione o alla localizzazione dei collaboratori di Rybar, includendo Zvinchuk tra i bersagli. Il bando sottolinea il ruolo dell’organizzazione nella creazione di contenuti anti-immigrazione in vista delle elezioni presidenziali del 2024, nonché la sua partecipazione a narrative false sulla guerra in Ucraina.
Reazioni diplomatiche e sanzioni occidentali
Il Regno Unito ha imposto sanzioni a Zvinchuk e ad altri membri di Rybar nel luglio dello stesso anno, accusandoli di aver alimentato campagne di influenza elettorale in Europa. Mosca, però, respinge regolarmente le accuse di sabotaggio informativo, definendole propaganda anti-russa. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha definito errata l’ipotesi di uno scambio con Hubbard, ribadendo che non esiste alcun collegamento tra i due casi.
Le autorità di Russia e Stati Uniti hanno presentato versioni coerenti ma distinte: Mosca ha presentato il rilascio di Hubbard come gesto di umanità, mentre Washington ha smentito qualsiasi accordo di scambio. Al contempo, la vicenda di Zvinchuk continua a essere al centro di investigazioni internazionali, con ricompense economiche significative offerte per la sua cattura e sanzioni che ne limitano le attività mediatiche.
