La Val di Susa è stata teatro di violenti scontri sabato scorso, durante la marcia organizzata dal Movimento No Tav. Gli attacchi ai cantieri della linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione hanno causato danni per circa un milione di euro e hanno ferito 120 tra polizia, carabinieri e guardia di finanza. Questo episodio è stato definito il peggior attacco subìto dai cantieri dal 2011.
Danni ingenti e strumenti di monitoraggio distrutti
Il direttore generale di Telt Massimo Bufalini, ha descritto la situazione come molto grave. Oltre ai danni fisici, che ammontano a circa un milione di euro, sono state distrutte le centraline per il monitoraggio ambientale strumenti essenziali per movimentare i macchinari di scavo. Questo ha sollevato preoccupazioni riguardo a possibili inquinamenti un problema già verificatosi durante gli attacchi dello scorso anno.
Bufalini ha sottolineato che, oltre al danno fisico, ci saranno tempi necessari al ripristino degli strumenti di monitoraggio e delle strutture danneggiate. Gli attacchi hanno coinvolto anche bombe incendiarie e lancio di pietre causando la distruzione di uffici, mezzi e strutture del cantiere. Fortunatamente, i 10 operai presenti sono stati immediatamente evacuati e messi in sicurezza.
Un’escalation di violenza e condanne unanimi
Il questore di Torino, Massimo Gambino, ha parlato di un’escalation di azioni di guerra e di violenza. Secondo Gambino, i manifestanti vogliono far diventare la Val di Susa il laboratorio europeo della guerriglia urbana. Le forze dell’ordine hanno identificato 436 persone alcune provenienti dalla Francia, Germania e Belgio, e hanno sequestrato materiale pirotecnico, esplosivo, molotov e ordigni artigianali.
Le condanne alle azioni degli antagonisti sono state unanimi. La ministra per le Riforme istituzionali, Elisabetta Casellati, ha definito gli attacchi solo violenza esprimendo vicinanza e ringraziamento alle forze dell’ordine. Maurizio Gasparri, presidente della Commissione Esteri e Difesa del Senato, ha parlato di una vera e propria offensiva terroristica ai danni delle forze di polizia.
Anche il vicepremier Matteo Salvini ha espresso solidarietà agli agenti feriti, sottolineando che manifestare è un diritto, devastare cantieri e aggredire uomini e donne in divisa è un crimine. Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha affermato che il terrorismo è stato sconfitto, ma la violenza no e ha invitato a isolare e sanzionare la violenza. Il cardinale Roberto Repole, vescovo di Susa e arcivescovo di Torino, ha condannato con fermezza le azioni di guerriglia, definendole pura violenza terroristica incompatibile con il Vangelo e la democrazia.
La risposta delle istituzioni e il ripristino dei cantieri
Le istituzioni hanno promesso massima fermezza nel contrastare la violenza. Le indagini sono in corso per identificare e fermare i responsabili. Nel frattempo, Telt sta valutando i tempi necessari per la rimozione dei detriti e il ripristino degli spazi di lavoro e dei servizi all’interno della galleria. Gli attacchi hanno coinvolto anche i cantieri di Salbertrand, Susa (frazione Traduerivi) e San Didero, ma i danni in queste aree sono ancora da quantificare.
Il Movimento No Tav ha celebrato la giornata come una grande giornata di lotta per la Val di Susa ripercorrendo gli assalti e definendo Chiomonte uno dei fortini più inespugnabili della storia. Tuttavia, le condanne alla violenza rimangono ferme, con un appello unanime a isolare e sanzionare tali comportamenti.
