Notte nella bara per scacciare la sfortuna. Muore soffocata
Notte nella bara per scacciare la sfortuna. Muore soffocata
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Notte nella bara per scacciare la sfortuna. Muore soffocata

notte nella bara soffoca
notte nella bara soffoca

Corea del Sud: donna muore soffocata durante un rito. Avrebbe dovuto passare la notte in una bara. Le sette religiose in Corea

Corea del Sud, un rituale portafortuna si è concluso nel peggiore dei modi. Donna si sottopone a macabro rito propiziatorio accettando di passare la notte in una bara. In questo modo avrebbe dovuto scacciare l’insidia del maligno e garantirsi un futuro di prosperità e ricchezze. Ma si sente subito male e muore soffocata all’interno del sarcofago.

Un rito propiziatorio

Ironia della sorte non si è trattata di una serie di sfortunati eventi a condurla alla morte bensì la sua decisione di sottoporsi ad un rito propiziatorio. Con la falsa promessa di un futuro ricco di fortuna la donna, una 40enne della Corea del Sud, aveva accettato di passare la notte all’interno del loculo in compagnia di altre due amiche. Insieme, tutte e tre, avevano deciso di affrontare l’insolita prova dai caratteri esoterico iniziatici con la certezza che quella notte le avrebbe portate ad esorcizzare gli spiriti maligni e propiziare il proprio futuro. Quella passata dentro la bara è stata invece, per una di loro, l’ultima notte nel mondo dei vivi.

Le sette religiose nella Corea del Sud

La vicenda, che ha tutta l’aria delle piece teatrale, è realmente accaduta nella citta di Gumi, nella Corea del Sud.

Qui il fenomeno delle sette dal carattere pseudo magico-religioso è in larga ascesa; questo tipo di aggregazioni si è infatti recentemente moltiplicato nel Paese, fino ad assumere un carattere preoccupante. È tuttavia la prima volta che questi gruppi si rendono responsabili, seppur indirettamente, della morte di una loro consociata.

La vittima pare fosse stata irretita proprio dai membri di uno di questi clan sommersi che, al di là delle ironie, rappresentano un vero fattore di rischio, soprattutto perché vanno progressivamente integrandosi in un substrato sociale in costante fermento.

Incriminate le amiche della vittima

Le amiche della donna ora rischiano di essere processate con l’accusa di negligenza. Sarebbero state loro infatti, al primo segnale di malessere da parte della donna – che nel bel mezzo della notte si era precipitata fuori dalla bara in preda ad una crisi – a convincerla a rientrare nel macabro alloggio notturno. Con la sicura promessa di una vita senza dolore, hanno indotto la loro compagna a vincere quella che si credeva una crisi di claustrofobia e che invece si è poi rivelata una complicanza respiratoria che l’ha poi portata alla morte.

Intorno alle 6.30 della mattina del 7 agosto 2018, le sprovvedute amiche hanno trovata la donna morta ed ora non si esclude che il loro atteggiamento possa condurle all’incriminazione.

Oltre all’aggravante dell’aver ignorato lo stato della donna, che aveva manifestato la palese intenzione di abbandonare la prova di coraggio, c’è anche l’infelice scelta del periodo per l’insolito rito propiziatorio. Come l’Italia anche la Corea del Sud è infatti sotto la morsa dell’alta pressione, che ha portato le temperature a picchi di 40 gradi su tutta la regione asiatica.

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