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Nuoro, zappare la terra: punizione per chi arriva tardi a scuola

A Nuoro, il preside di un liceo, ha deciso di punire in modo diverso gli alunni che arrivano in ritardo o combinano qualche marachella.

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Francesco Cucca è il preside dell’istituto superiore “Ciusa” di Nuoro, in Sardegna. Egli ha inventato la punizione perfetta per rendere i suoi studenti più disciplinati. I ragazzi che arrivano tardi a scuola, infatti, o che combinano qualche marachella devono lavorare la terra per almeno un’ora.

Che ne pensate?

I ragazzi che “non sentono la sveglia” o “perdono l’autobus” devono coltivare l’ettaro di terra che circonda la scuola, nella speranza di trasformarlo in un parco. La sanzione inventata del preside, infatti, si sposa bene con il progetto didattico “Un milione di alberi”, volto a rendere la scuola un posto più bello. Secondo alcune teorie,dovrebbe diventare un ambiente in armonia con la terra e con la natura, in quanto in quel modo sarebbe in grado di migliorare il rendimento scolastico degli studenti.

Per fortuna molte scuole hanno trasformato le punizioni in dei progetti utili alla vita degli studenti: lavorare in biblioteca, aiutare gli inservienti, ridipingere le aule, etc. Adesso, però, almeno a “Ciusa” di Nuoro, non ci sono più scuse per arrivare tardi a scuola altrimenti si finisce a zappare la terra per un’ora: strappare erbacce, piantare alberi, tenere alla larga i parassiti.

Probabilmente, per quanto il lavoro sia sempre molto edificante, i ragazzi preferiranno essere più puntuali e disciplinati a scuola.

Anche se in realtà, siamo sicuri che ci sono anche molti di loro che piuttosto che stare sui libri, farebbero qualsiasi cosa.

Noi crediamo che si tratti di una bellissima novità che aiuta gli studenti a responsabilizzarsi. Che cosa ne pensate? Fatecelo sapere tra i commenti!

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Comune di Nuoro, storia

Nuoro è un comune italiano di 36 971 abitanti, capoluogo dell’omonima provincia della Sardegna centro-orientale dal 1927. La città si estende su un altopiano granitico, a circa 550 m s.l.m., ai piedi del monte Ortobene, ed è il settimo capoluogo di provincia più elevato d’Italia, dopo Enna, Potenza, L’Aquila, Campobasso, Aosta e Caltanissetta.

Nuoro ed il suo circondario furono abitate da diversi millenni prima di Cristo. La ragione principale della frequentazione umana è da ricercare nella felice posizione geografica della città: Nuoro è infatti situata su una altura al centro di uno snodo orografico che consente di controllare la comunicazione tra la valle del Tirso ed il bacino del Cedrino con le valli che conducono alle attuali baronie di Siniscola, Orosei e Galtellì e verso la Barbagia di Ollolai a sud e di Bitti a nord. La città ha vantato nelle diverse epoche un insediamento umano diffuso in tutto il territorio comunale.

Ma per descrivere correttamente la storia nuorese non si può non evidenziare il rapporto con il vicino monte Ortobene che, sin dalle epoche più remote ha offerto, nelle diverse fasi storiche, rifugio alle popolazioni residenti a valle. Sono numerosi i resti di edifici nuragici, tombe prenuragiche e ripari sotto roccia riutilizzati per millenni (fino al Medioevo ed ai pastori dell’Ottocento). Questa presenza è evidente nella zona di Seuna nella quale si rinvengono tracce di muratura sparse in un’area di diverse decine di ettari ed ai piedi di punta Pala ‘e casteddu (spalle al castello). Il legame della città con il “Monte” è pertanto fondante della storia e della cultura dei nuoresi, finendo per creare un sistema città-territorio da cui non si può prescindere.


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