L’allarme arriva dal Congresso Italiano di Pediatria, inaugurato mercoledì 27 maggio a Padova, dove i medici presentano la prima guida completa dedicata alla salute cardiovascolare dei più piccoli. Un documento che ribadisce come obesità, ipertensione, colesterolo elevato e diabete siano nemici del cuore ormai diffusi anche in età pediatrica, mentre le alterazioni aterosclerotiche che preludono a infarto e ictus iniziano a formarsi silenziosamente entro i primi dieci anni di vita, come riportato da ANSA.
Obesità e diabete infantile: i rischi e l’importanza della prevenzione precoce
La Società Italiana di Pediatria richiama l’attenzione su controlli semplici ma cruciali, affiancati a corretti stili di vita. Oggi, infatti, nella storia non si erano mai osservati così tanti bambini in sovrappeso, così presto e in forme tanto marcate.
Le cause sono soprattutto comportamentali: circa un quarto delle calorie quotidiane proviene da junk food e alimenti ultra-processati, mentre la “sedentarietà digitale”, alimentata da tablet e smartphone, contribuisce a disturbi del sonno e pressione elevata. Un dato che pesa: l’ipertensione riguarda circa il 4% dei bambini, ma il rischio raddoppia nei piccoli in sovrappeso e aumenta fino a sei volte in quelli obesi.
“La pressione arteriosa — ricorda Marco Giussani, del Gruppo di Studio Ipertensione e Rischio Cardiovascolare Sip — dovrebbe essere misurata almeno una volta l’anno a partire dai 5 anni”.
Perché obesità, diabete infantile e i loro rischi richiedono monitoraggi costanti
Nel quadro delineato dai pediatri emerge anche una crescita del diabete di tipo 2, un tempo tipico dell’età adulta: uno studio italiano registra alterazioni del metabolismo del glucosio nel 22% dei bambini in sovrappeso al di sotto dei dieci anni. Lo stesso vale per il colesterolo, che va controllato presto: “Basta un esame del sangue raccomandato almeno una volta tra i 9 e gli 11 anni, con un ulteriore controllo in adolescenza, soprattutto nei bambini con familiarità o altri fattori di rischio”.
La guida insiste poi su un altro focus: intervenire già nei primi mille giorni di vita. Come ricorda il presidente Sip Rino Agostiniani, “l’alimentazione materna e le abitudini dei primi due anni influenzano lo sviluppo metabolico e il rischio cardiovascolare futuro. È una finestra cruciale su cui intervenire precocemente”.