La virologa Ilaria Capua ha espresso la sua opinione sul focolaio di hantavirus scoppiato sulla nave da crociera. Le sue dichiarazioni a Fanpage.it invitano a riflettere sulla reale capacità di diffusione di questo virus.
Hantavirus, parla Ilaria Capua: “Toni da psicosi collettiva”
Ilaria Capua ha rilasciato alcune dichiarazioni su FanPage.it riguardo il caso del focolaio di hantavirus scoppiato su una nave da crociera, argomento che in questi giorni sta facendo molto discutere.
Il dibattito sul livello di rischio associato al virus continua, anche in ambito scientifico. Secondo la virologa Ilaria Capua è importante distinguere tra la gravità dell’infezione e la reale capacità del virus di diffondersi, mettendo da parte l’amplificazione mediatica che si è scatenata intorno a questa situazione. “Francamente non mi sorprende il focolaio in sé, quanto il livello di attenzione che sta ricevendo.
Parliamo di una malattia grave dal punto di vista clinico, ma rara, attorno alla quale si stanno creando toni da psicosi collettiva” ha dichiarato l’esperta.
Capua ha parlato degli hantavirus, ricordando anche un focolaio che colpì la popolazione Navajo negli Usa negli anni ’90, quando ancora non si conosceva questo tipo di virus.
Ha spiegato che può provocare malattie molto gravi e diffondersi tramite l’inalazione del patogeno presente nelle feci e nelle urine contaminati. Sulla nave da crociera è stato identificato il ceppo Andes e in questo caso si può avere anche la trasmissione tra persone, ma con contatti molto stretti e prolungati. “Per questo faccio fatica a vedere uno scenario davvero allarmante” ha spiegato la dottoressa.
Ilaria Capua parla del focolaio di hantavirus: “Restano infezioni rare”
Non si è ancora a conoscenza di dove sia iniziata la catena dei contagi, se durante le escursioni a terra attraverso aree contaminate da roditori infetti, oppure se un roditore portatore del virus sia salito a bordo della nave. “Quelle da hantavirus restano comunque infezioni rare” ha spiegato la virologa Ilaria Capua, spiegando che ci sono diversi Paesi in cui “esistono virus correlati che causano piccoli focolai stagionali legati alle popolazioni di roditori“. “Non parliamo di patogeni con dinamiche esplosive simili a quelle viste con il Covid” ha aggiunto.
La virologa ha spiegato che potenziali virus “X” probabilmente esistono già negli animali, ma ovviamente non si possono conoscere tutti o sapere con certezza quali possano avere il potenziale per adattarsi all’uomo e diffondersi. “Il problema è che oggi, con investimenti ancora insufficienti in questo tipo di ricerca, non siamo ancora in grado di prevedere quale virus troverà la ‘tempesta perfetta’ in grado di trasformarlo in una minaccia globale” ha spiegato Ilaria Capua.