Il focolaio di hantavirus sviluppatosi a bordo della nave da crociera MV Hondius ha attivato un’ampia rete internazionale di evacuazioni, controlli sanitari e quarantene. Diversi Paesi hanno gestito il rimpatrio dei passeggeri con misure differenti, tra casi positivi, sospetti e persone asintomatiche. Le autorità sanitarie stanno seguendo l’evoluzione della situazione con sorveglianza prolungata e tracciamento dei contatti, mantenendo un approccio prudente per contenere ogni possibile rischio di diffusione.
Rimpatri internazionali e andamento dei contagi tra i passeggeri della MV Hondius
Un cittadino greco evacuato dalla nave da crociera MV Hondius, coinvolta in un focolaio di hantavirus, è stato ricoverato in isolamento presso l’Ospedale Universitario Attikon di Atene. L’uomo, 70 anni, non presenterebbe sintomi ed è seguito in regime di quarantena prolungata.
Il presidente dell’Organizzazione nazionale per la sanità pubblica greca EODY ha confermato che il ricovero è esclusivamente precauzionale e che il paziente verrà monitorato per l’intero periodo di osservazione.
Il quadro dei contagi tra i passeggeri rimpatriati mostra una distribuzione eterogenea nei diversi Paesi. Negli Stati Uniti, uno dei 17 cittadini evacuati sarebbe risultato “lievemente positivo” al test PCR, mentre un altro avrebbe sviluppato sintomi durante il trasferimento in unità di biocontenimento; entrambi sarebbero stati isolati separatamente dagli altri viaggiatori.
Tutti gli altri membri del gruppo sarebbero stati classificati come asintomatici, ma rimangono sotto osservazione presso strutture specializzate in Nebraska.
In Francia, invece, il caso più rilevante riguarderebbe una donna che ha manifestato un peggioramento clinico durante il rientro: i test avrebbero confermato l’infezione e la paziente sarebbe stata ricoverata in un reparto infettivologico, segnando il primo caso nazionale confermato. Anche altri quattro cittadini francesi sarebbero stati isolati nell’ospedale Bichat di Parigi, dove restano in camere a pressione controllata.
Situazione simile in Spagna, dove un passeggero sarebbe risultato provvisoriamente positivo, mentre gli altri testati sarebbero negativi ma sottoposti a monitoraggio. Nei Paesi Bassi, gruppi differenti di evacuati sarebbero stati accolti in centri di quarantena a Eindhoven, mentre nel Regno Unito tutti i soggetti inizialmente ricoverati all’ospedale Arrowe Park sarebbero stati classificati come asintomatici.
In alcuni casi, tuttavia, la positività non è esclusa nel lungo periodo di incubazione, motivo per cui la sorveglianza resta attiva anche in assenza di sintomi.
Hantavirus, aumentano i positivi tra i passeggeri evacuati: due italiani isolati
In Italia, il sistema di controllo è stato attivato in via preventiva dopo la segnalazione di passeggeri transitati su voli internazionali coinvolti nei rimpatri. Le autorità sanitarie hanno posto sotto sorveglianza attiva quattro persone, tutte asintomatiche: due cittadini italiani e due stranieri (uno residente in Italia e uno turista). Nessuno di loro avrebbe sviluppato sintomi compatibili con l’infezione e i test iniziali sarebbero risultati negativi.
La gestione è stata coordinata dal Ministero della Salute, che ha ribadito più volte la natura esclusivamente precauzionale delle misure. In particolare, è stato chiarito che i soggetti monitorati devono rispettare isolamento domiciliare e controlli periodici per l’intero periodo di osservazione, pari a circa 45 giorni, in linea con il tempo massimo di incubazione del virus. Le autorità hanno inoltre sottolineato che il rischio di trasmissione interumana resta basso, ma non nullo, motivo per cui si mantiene un approccio prudente basato su tracciamento e sorveglianza quotidiana.
Le Regioni coinvolte nella gestione dei casi hanno attivato le proprie unità di prevenzione per garantire il monitoraggio clinico e la verifica dello stato di salute. Sono quattro le persone residenti in Italia attualmente in isolamento precauzionale, dopo un possibile contatto con una donna deceduta in Sudafrica a causa di un’infezione da hantavirus. I quattro si trovavano su un volo KLM su cui la donna era salita solo per pochi minuti prima del decesso. Secondo la responsabile del dipartimento di prevenzione del ministero della Salute, Maria Campitiello, nessuno di loro presenta al momento sintomi.
Tra i casi sotto sorveglianza c’è un uomo di 25 anni di Villa San Giovanni, in provincia di Reggio Calabria, rientrato a casa il 5 sera e già in autoisolamento quando è stato ufficialmente posto in quarantena da polizia locale e Asp. Dovrà restare isolato per 45 giorni ed è costantemente monitorato. In quarantena anche un marittimo di 24 anni originario di Torre del Greco, nel Napoletano. Rimane senza sintomi anche un cittadino sudafricano ricoverato in isolamento a Padova, sul quale sono stati effettuati prelievi di sangue inviati all’istituto Spallanzani di Roma. Sotto controllo sanitario anche una donna di Firenze, asintomatica, che concluderà il periodo di isolamento l’8 giugno.
Le misure adottate si inseriscono in un sistema di contenimento mirato, che include isolamento fiduciario, controllo della temperatura, comunicazione quotidiana con i servizi sanitari e valutazione tempestiva in caso di comparsa di sintomi. In questo contesto, l’Italia rimane in una fase di sola sorveglianza preventiva, senza casi autoctoni confermati.