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Garlasco, Andrea Sempio a Roma per una perizia psicologica: "Ogni cosa a tempo debito"

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Garlasco, Sempio a Roma per la perizia psicologica e per le consulenze che mirano a definire il suo profilo nell’inchiesta.

La morte di Chiara Poggi torna al centro dell’attenzione giudiziaria con nuovi sviluppi investigativi che coinvolgono Andrea Sempio. L’inchiesta di Garlasco, già segnata da una condanna definitiva, si arricchisce ora di ulteriori accertamenti tecnici e consulenze psicologiche che mirano a chiarire il ruolo dell’indagato e a rileggere alcuni elementi del fascicolo.

Andrea Sempio a Roma per una perizia psicologica

Andrea Sempio è giunto lunedì nella capitale per sottoporsi a una perizia di natura psicologica legata alla nuova fase dell’inchiesta sulla morte di Chiara Poggi. Partito dalla stazione di Milano Rogoredo con il treno Italo delle 9.15, è arrivato a Roma Termini con due zaini e un trolley, dettaglio che ha fatto pensare a una permanenza non breve, come riportato da Il Messaggero.

Dopo aver scelto di non rispondere alle domande dei pubblici ministeri, la strategia difensiva ha previsto l’affidamento a una psicoterapeuta-criminologa incaricata di redigere “una consulenza personologica”, un lavoro che richiederà diversi giorni prima di delineare un profilo completo.

L’obiettivo della permanenza romana sarebbe quello di proseguire le consulenze difensive e approfondire l’analisi psicologica del comportamento dell’indagato.

Lo stesso Sempio, tra taxi e attese, ha commentato con poche parole: “Ogni cosa a tempo debito”, mentre la difesa insiste sulla sua piena innocenza.

Garlasco, Andrea Sempio a Roma per una perizia psicologica: “Il mio assistito è innocente”

La linea difensiva, guidata da Angela Taccia, si muove tra studio degli atti e ricerca di elementi utili a contrastare le ipotesi della procura di Pavia. L’avvocata ha sottolineato più volte la posizione del suo assistito, affermando: “Il mio assistito è innocente e lo dimostreremo”, e aggiungendo che “Le prove non devono solo essere argomentate, ma dimostrate”. In un’altra dichiarazione ha descritto la situazione personale di Sempio come fortemente limitante: “È già praticamente ai domiciliari e non si può uscire neanche per fare la spesa”.

L’inchiesta, che ha già visto la condanna definitiva di Alberto Stasi, continua ora su un nuovo fronte investigativo che coinvolge Sempio come indagato. Tra gli elementi al vaglio figurano tracce di DNA, impronte e annotazioni personali dell’indagato, oltre a valutazioni su possibili errori nell’informativa, come la discussione sul cromosoma Y. Secondo la difesa, anche i soliloqui e gli appunti sarebbero interpretabili e non decisivi.

Parallelamente, Sempio ha incontrato il proprio collegio difensivo per definire la strategia, in vista delle consulenze tecniche e psicologiche che potrebbero essere utilizzate anche in un eventuale processo, insieme a una relazione del Racis. Rimane aperta la fase procedurale: entro venti giorni dalla chiusura delle indagini l’indagato potrà essere ascoltato dai magistrati Fabio Napoleone e Stefano Civardi. Solo dopo si deciderà tra richiesta di archiviazione o rinvio a giudizio, ipotesi che al momento appare la più concreta. Nel frattempo la difesa ribadisce cautela e attesa, mentre Taccia sintetizza la posizione con una frase netta: “Ogni cosa a suo tempo”.

 

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