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Ictus in aumento tra i giovani, cresce l’allarme: cause e fattori di rischio

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Ictus nei giovani e l'allarme degli esperti: aumento dei casi tra i 18 e i 44 anni che solleva dubbi su fattori di rischio e stili di vita.

Negli ultimi anni si sta osservando un aumento degli ictus tra i giovani, un fenomeno che sta attirando sempre più l’attenzione della comunità medica. Secondo i dati recenti dei Centers for Disease Control and Prevention, tra il 2020 e il 2022 i casi nella fascia 18-44 anni sono cresciuti del 14,6%, suggerendo un cambiamento nei tradizionali fattori di rischio e nelle abitudini di vita.

Ictus nei giovani, scatta l’allarme: aumentano i casi tra i 18 e i 44 anni

Negli ultimi anni si sta registrando un incremento significativo dei casi di ictus tra gli adulti giovani. Secondo un recente rapporto dei Centers for Disease Control and Prevention, tra il 2020 e il 2022 si è osservato un aumento del 14,6% degli episodi nella fascia di età compresa tra i 18 e i 44 anni.

Un dato che ha destato forte preoccupazione nel settore medico, poiché ribalta una tendenza storicamente associata alle età più avanzate.

Il dottor Mohammad Anadani, responsabile dei servizi neuroendovascolari presso l’Endeavor Health Neurosciences Institute, ha evidenziato come questa evoluzione stia cambiando anche l’approccio clinico: “Non abbiamo mai avuto pazienti così giovani”, ha spiegato, aggiungendo: “Sentiamo più pressione quando trattiamo questi pazienti perché sono così giovani”.

Il medico ha recentemente seguito due casi particolarmente sorprendenti, quelli di Ann Fulk, 24 anni, e Aubrey Hasley, 23 anni, entrambe colpite da ictus pur non presentando condizioni di salute apparentemente critiche.

Aumento degli ictus tra i giovani: cause possibili e fattori di rischio

Secondo le valutazioni cliniche, entrambi i casi sarebbero riconducibili a ictus di tipo embolico, cioè provocati da coaguli formatisi in altre parti del corpo e poi giunti al cervello attraverso il circolo sanguigno. Tra i fattori individuati figurerebbe l’uso di contraccettivi orali, noti per aumentare il rischio di formazione di coaguli. Nel caso di Hasley, inoltre, la presenza di un forame ovale pervio — una piccola apertura nel cuore — potrebbe aver favorito il passaggio del trombo verso il cervello. Il dottore ha sottolineato che “le cause complessive dell’aumento degli ictus nei giovani adulti non sono ancora completamente comprese”.

Tra le ipotesi considerate rientrano anche cambiamenti nello stile di vita moderno, come livelli elevati di stress, lunghe ore di lavoro e ridotta attività fisica. Un’altra possibile influenza è legata al consumo di bevande energetiche: una delle pazienti riferiva un’assunzione elevata di caffeina durante periodi di intenso lavoro, con prodotti contenenti circa 200 mg per lattina, mentre il limite consigliato per un adulto sano è di 400 mg al giorno. Il medico ha spiegato che, sebbene non esista una prova diretta definitiva, “diversi studi hanno riportato un aumento del rischio di ipertensione e aritmie cardiache, come la fibrillazione atriale, associati al loro consumo”, aggiungendo che “queste condizioni sono fattori di rischio noti per l’ictus, quindi è plausibile che le bevande energetiche possano contribuire a un rischio maggiore, soprattutto nei soggetti vulnerabili”.

Anche il dibattito sull’uso di farmaci stimolanti resta aperto: alcuni specialisti ritengono che possa incidere sul rischio cardiovascolare, anche se i dati scientifici non sono del tutto concordi. In generale, però, la comunità medica tende a ritenere che l’aumento dei fattori di rischio più consolidati — come obesità, sedentarietà, ipertensione e stress cronico — abbia un impatto più rilevante rispetto alle possibili influenze di farmaci o bevande energetiche.