L’Ice, l’agenzia federale statunitense nota per la gestione dell’immigrazione e per le polemiche legate a violazioni dei diritti umani, potrebbe arrivare in Italia per le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. La possibile presenza degli agenti americani, già al centro di scandali negli Stati Uniti come la morte di Renee Nicole Good e l’arresto di bambini piccoli, ha acceso il dibattito sul ruolo di forze straniere nella sicurezza nazionale e sul coordinamento con le autorità italiane.
A riguardo è intervenuto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.
L’Ice negli Stati Uniti: tra polemiche e controversie
Da settimane, l’attenzione mediatica in Italia e all’estero è concentrata sull’Ice, l’agenzia federale statunitense per l’immigrazione, spesso al centro di scandali e accuse di violazioni dei diritti umani. Tra i casi più gravi figura la morte di Renee Nicole Good, uccisa da un agente mentre si trovava nella propria auto, episodio che ha suscitato indignazione internazionale. Non meno inquietanti sono stati gli arresti di minori di pochi anni, azioni che hanno alimentato dibattiti sulla legittimità e sulla moralità delle pratiche dell’Ice.
Come sottolinea il New York Times, il capo della Border Patrol, Greg Bovino, ha recentemente suscitato polemiche per aver indossato un cappotto militare in città come Minneapolis: “Metterselo per affrontare la folla con sostenitori armati, insieme ai capelli rasati e ai vestiti neri o scuri sotto, dà un’inconfondibile aura da dittatore anni Trenta“. Il soprabito, chiamato “great coat”, richiama storicamente lo stile militare dei leader della Seconda Guerra Mondiale, anche se secondo la Homeland Security si tratta di una semplice uniforme invernale.
Le tensioni non si limitano al contesto americano: le recenti dimissioni di Tracee Mergen, agente dell’Fbi a Minneapolis, evidenziano le difficoltà interne nell’indagare su violazioni dei diritti civili da parte dell’Ice. Il New York Times riporta che Mergen ha lasciato il suo incarico dopo pressioni dai vertici dell’agenzia, che le chiedevano di interrompere le indagini sull’agente Jonathan Ross, coinvolto nella morte di Renee Good. Questi episodi hanno portato l’alto commissario Onu per i diritti umani, Volker Türk, a richiedere un’indagine sui decessi verificatisi in custodia negli Stati Uniti, denunciando almeno 20 casi nel 2025 e sei nel 2026.
Olimpiadi, agenti Ice in Italia? Scoppia la polemica, interviene il ministro Piantedosi
Nel frattempo, una notizia recente del Fatto Quotidiano ha scosso il dibattito politico italiano: alcuni agenti dell’Ice potrebbero essere presenti a Milano-Cortina per garantire la sicurezza durante le Olimpiadi e Paralimpiadi invernali 2026, in programma dal 6 febbraio al 15 marzo.
Il portavoce dell’Ice avrebbe riferito al quotidiano che, per tutto il periodo dei Giochi olimpici e paralimpici del 2026 a Milano, il reparto Homeland Security Investigations dell’agenzia avrebbe il compito di fornire supporto alle attività di sicurezza diplomatica del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti. Avrebbe spiegato che questa divisione, con centinaia di uffici in oltre 50 Paesi, comprende agenti speciali, analisti di indagini penali e personale di supporto alle operazioni, e che tali professionalità collaborano con le forze di polizia straniere per fronteggiare minacce transnazionali in diverse parti del mondo.
L’agenzia americana dovrebbe affiancare il Dipartimento di Stato Usa nel coordinamento della sicurezza diplomatica, mentre le autorità italiane manterrebbero il controllo complessivo: come spiegato dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, “le delegazioni scelgono loro, all’interno del proprio ordinamento, a chi rivolgersi per assicurare la cornice di sicurezza alle delegazioni stesse. Non vedo quale problema ci sia“.
L’agenzia è già presente in Italia dal 2003 con un piccolo ufficio presso l’ambasciata americana a Roma, ma non ha comunicato né al governo né alle forze dell’ordine italiane la composizione della squadra destinata ai Giochi. Il tema resta dunque aperto e suscita perplessità tra le opposizioni e tra gli osservatori internazionali, pronti a monitorare il coinvolgimento di un organismo noto per la sua controversa attività negli Stati Uniti.