Una bici appoggiata vicino alla piazza. L’alba ancora fredda. E un uomo che stava andando al lavoro, come ogni mattina. Poi il caos. Le urla. E una città che adesso prova a capire cosa sia successo davvero.
Nell’omicidio di Bakari Sako spunta anche il ruolo del barista indagato
L’inchiesta sulla morte di Bakari Sako continua ad allargarsi.
E nelle ultime ore un nuovo dettaglio sull’omicidio, è finito al centro delle indagini della Procura di Taranto. Secondo quanto riportato da RaiNews e dal Tg1, sarebbe stato indagato anche il titolare del bar nel quale il 35enne originario del Mali avrebbe cercato rifugio subito dopo l’aggressione. L’accusa ipotizzata sembra essere favoreggiamento.
Bakari Sako, bracciante regolare arrivato a Taranto nel 2022, era uscito di casa all’alba del 9 maggio. Come faceva spesso.
Le immagini diffuse dal Tg1 mostrano proprio questi ultimi minuti di normalità. Lui in bici. Nessun segnale di ciò che sarebbe accaduto poco dopo in piazza Fontana, nella città vecchia di Taranto.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, Bakari sarebbe stato accerchiato da un gruppo di giovanissimi dopo una lite per motivi definiti “futili”. Spinte. Insulti. Poi l’aggressione vera. Violenta. Gli inquirenti parlano apertamente di una “violenza da arancia meccanica”. Una definizione durissima, riportata anche da RaiNews.
Il punto che adesso gli investigatori stanno cercando di chiarire riguarda proprio i momenti immediatamente successivi al pestaggio. Secondo alcune ricostruzioni riportate dalla stampa locale, Bakari Sako si sarebbe rifugiato dentro un bar chiedendo aiuto. Ma non sarebbe stato soccorso. Un dettaglio che ha scatenato rabbia, discussioni e domande pesanti anche sui social.
Intanto uno dei minorenni fermati avrebbe confessato il delitto facendo ritrovare anche l’arma utilizzata durante l’aggressione. I fermati sono cinque, tra cui quattro minorenni.
Omicidio Bakari Sako, la città di Taranto si divide tra dolore e tensioni
Nelle ore successive all’omicidio di Bakari Sako la città ha iniziato lentamente a reagire. Non senza tensioni. Non senza paura.
In piazza Fontana sono comparsi fiori, biglietti, disegni lasciati dai bambini della scuola vicina. Una scena molto semplice, però forte. Quasi stonata rispetto alla brutalità di quello che è successo poche ore prima.
La Tgr Puglia racconta che associazioni come Mediterranea Saving Humans, Libera e Babele Aps hanno avviato una raccolta fondi per aiutare la famiglia e sostenere le spese per il rimpatrio della salma. Nel frattempo a Taranto è stato organizzato anche un presidio contro violenza, razzismo e criminalità.
Ma accanto alla solidarietà, sui social continua a emergere anche un clima molto pesante che, secondo quanto riportato da Tgr Puglia, avrebbe preoccupato l’arcivescovo della zona e i parroci del centro storico per eventuali possibili tensioni in città.