Il caso dell’omicidio di Dino Carta, personal trainer di 42 anni ucciso a Foggia mentre portava a spasso il cane, ha aperto un’indagine complessa ancora senza un movente chiaro. Le forze dell’ordine stanno analizzando immagini di videosorveglianza e testimonianze per ricostruire gli ultimi minuti di vita della vittima e identificare il responsabile, che sarebbe fuggito in bicicletta subito dopo l’agguato.
Le immagini inedite vengono diffuse dal Tg1.
Omicidio a Foggia, personal trainer ucciso in strada: la vittima e la reazione della comunità
Annibale “Dino” Carta, 42 anni, era un personal trainer molto conosciuto negli ambienti sportivi foggiani, descritto come una persona stimata, incensurata e fortemente inserita nel tessuto sociale cittadino.
Sposato con Sara e padre di due figlie — una neonata e una di 12 anni — era anche attivo come volontario nella parrocchia di San Francesco Saverio, dove svolgeva il ruolo di ministrante ed era apprezzato per la sua disponibilità. Proprio la comunità religiosa ha sottolineato il vuoto lasciato dalla sua morte, ricordandolo come un uomo generoso e presente.
La dinamica del delitto resta ancora poco chiara: si ipotizza che l’aggressione sia stata improvvisa, avvenuta mentre Carta era in strada con il cane, senza escludere né un eventuale confronto né un’azione fulminea da parte del killer, che si sarebbe poi allontanato in bicicletta. Le forze dell’ordine hanno raccolto testimonianze da amici e familiari e stanno analizzando ogni dettaglio utile, senza trascurare alcuna ipotesi, pur ritenendo improbabile sia lo scambio di persona sia un coinvolgimento della criminalità comune o organizzata.
La città ha reagito con sgomento: una veglia di preghiera si è svolta sul luogo dell’omicidio alla presenza dei familiari, di cittadini e rappresentanti istituzionali.
Diversi interventi pubblici hanno espresso dolore e condanna, tra cui quello della sindaca Marida Episcopo, che ha denunciato la logica di violenza e il disprezzo per la vita umana, e quello della vicepresidente di Libera Daniela Marcone, che ha invitato alla prudenza e al rispetto del lavoro degli inquirenti. Anche il parroco don Giulio Dal Maso ha ricordato l’impegno della vittima nella comunità, mentre la palestra in cui lavorava ha sospeso le attività in segno di lutto.
Omicidio a Foggia, personal trainer ucciso in strada: il mistero del killer in bicicletta e le immagini inedite
Il filmato del presunto assassino di Dino Carta, personal trainer 42enne ucciso lunedì sera a Foggia mentre portava a passeggio il cane nei pressi della sua abitazione in via Caracciolo, è stato diffuso in esclusiva dal Tg1. Nelle immagini, riprese da una telecamera di videosorveglianza, si vede un uomo incappucciato in sella a una bicicletta da passeggio, con il volto non identificabile, che attraversa la zona poco prima di scomparire dall’inquadratura. Un altro passaggio registrato lo colloca in piazzale San Giuseppe Artigiano diretto verso via Caracciolo circa 40 secondi prima dell’omicidio: erano le 21.57 del 13 aprile. Alle 21.58, infatti, Carta viene raggiunto alle spalle da almeno quattro colpi di pistola di piccolo calibro.
Le indagini dei carabinieri si concentrano proprio su questo soggetto in bici, che potrebbe aver percorso anche strade contromano durante la fuga. In parallelo, gli investigatori stanno acquisendo ulteriori filmati utili a ricostruire ogni spostamento nell’area e hanno recuperato un caricatore di arma da fuoco, probabilmente perso dall’assassino. Dalla trasmissione “Ore 14” è emerso anche un secondo audio proveniente da una telecamera condominiale situata a circa 30 metri dal luogo del delitto: si sentono distintamente gli spari e, prima di questi, frammenti di conversazione con una voce maschile che dice frasi come “Ma che fai? Mi spari?” e subito dopo “Non ti vengo a disturbare mai più. Te lo giuro, te lo giuro”, oltre a una possibile voce femminile ancora oggetto di verifiche.
Il procuratore di Foggia Enrico Infante ha chiarito che si tratta di indizi ancora iniziali, che richiedono verifiche tecniche e perizie foniche, sottolineando la complessità del lavoro investigativo e la necessità di tempi adeguati. Al momento non si esclude un sospettato, ma ogni pista resta aperta, mentre la criminalità organizzata appare esclusa e l’attenzione si concentra sulla sfera personale, lavorativa e sociale della vittima.
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