Giacomo Bongiorni, 47 anni, è stato picchiato a morte a Massa sabato scorso, davanti al figlio di soli 11 anni, alla compagna Sara e al cognato Gabriele. Al momento sono 5 gli indagati, tre dei quali minorenni. Intanto che le indagini proseguono, i padri di due dei ragazzi indagati hanno parlato per la prima volta.
Omicidio Massa, parla il padre del giovane indagato Alexandru
è stato ucciso a calci sabato sera da cinque giovani, tre dei quali minorenni. Intanto che le indagini per capire con esattezza come siano andate le cose, a parlare sono i padri dei due dei ragazzi indagati, come si legge sul Corriere Fiorentino. Il primo è il padre del 23enne Alexandru Ionut Miron: “Non so cosa pensare, come abbia finire in una vicenda simile.
Gli ho sempre insegnato che non doveva mettersi nel guai, di stare lontano da certi giri. Non è un cattivo ragazzo, lavora, non so cosa gli sia passato per la testa: forse ha visto il suo amico colpito e ha perso il controllo. Ma non doveva farlo, non gli ho insegnato questo. Non si risolve qualcosa con la violenza. Ora quella famiglia è distrutta, voglio capire cosa sia successo, ma chiediamo scusa, siamo affranti. Ora non è il momento ma un giorno spero di incontrare quella famiglia e di poterle chiedere scusa.”
Omicidio Massa, parla il padre di Eduardo Alin Carutasu
A parlare anche il padre dell’altro ragazzo rumeno indagato, Eduardo Alin Carutasu, di anni 19: “Siamo distrutti, io sono distrutto, mia moglie è distrutta. Noi chiediamo scusa alla famiglia per quello che è successo. Credo che debba essere successo qualcosa, loro dicono che si sono difesi. Io posso dire che non ho insegnato a mio figlio la violenza, mio figlio non è violento. Il mio pensiero è alla famiglia di quell’uomo, al suo bambino che era lì.” Anche lui, come il padre di Alexandru, spera di poter incontrare un giorno la famiglia per chiedere scusa e “io farò di tutto per aiutare questo bambino di 11 anni, se i loro famigliari vorranno io lo farà. Sono pronto a pagare tutti i suoi percorsi di studio.”