Omicidio di Rogoredo il caso si avvia verso un ulteriore capitolo arrichendosi di altre persone vicine a Cinturrino che hanno avuto un ruolo attivo in tutto il meccanismo capeggiato dal poliziotto accusato dell’omicidio dello spacciatore marocchino Mansouri. Scopriamo cosa sta accadendo.
Confermati oltre 30 capi d’imputazione a Cinturrino
La procura di Milano ha confermato oltre 30 capi d’imputazione a Cinturrino, il poliziotto del commissariato Mecenate, accusato dell’omicidio dello spacciatore 41 enne Mansouri nel bosco di Rogoredo.
Ai capi d’imputazione già riscontrati ora si aggiunge anche la premeditazione che certifica come Cinturrino a dispetto di quanto dichiarato abbia agito consapevolmente perpretrando violenze nei confronti dei pusher.
Lui continua a sostenere la sua innocenza e ha dichiarato ai suoi nuovi avvocati che l’omicidio di Mansouri non è nient’altro che una legittima difesa mal interpretata.
Altri due indagati per l’uccisione di Mansouri
Intanto proseguono le indagini per scoprire cosa sia accaduto quella sera nel bosco di Rogoredo. Sono stati infatti iscritti nel registro degli indagati, come riporta Rainews.it altri due poliziotti, il loro inserimento è legato all’incidente probatorio la cui richesta è stata diramata nelle scorse ore. Di queste due richieste, una è a carico di una poliziotta per falso.
Sono stati convocati 8 testimoni tra pusher e tossicodipendenti, per verbalizzare i loro racconti legati a quella sera. Gli indagati totali, con l’aggiunta di queste due persone salgono a 8, oltre a Cinturrino vi sono 7 suoi colleghi.
E’ stato trasferito Osvaldo Rocchi, ora ex dirigente del commissariato Mecenate, quello dove operava Cinturrino, il questore Bruno Megale svelerà il successore nei prossimi giorni.