Un tragico evento ha colpito una distilleria di Pasian di Prato, in provincia di Udine, dove un operaio di 54 anni è morto dopo essere finito all’interno di un serbatoio. Il caso, avvenuto nella mattinata del 7 aprile, è ancora al centro delle indagini delle autorità, che stanno cercando di chiarire la dinamica precisa dell’accaduto e verificare se si sia trattato di un incidente o di altre circostanze.
Morto a 54 anni sul lavoro: Italo Carpi caduto nel serbatoio di una distilleria
Nella mattinata di martedì 7 aprile, un operaio di 54 anni, Italo Carpi, impiegato da lungo tempo presso una distilleria di Pasian di Prato (Udine), ha perso la vita in un episodio avvenuto in circostanze ancora oggetto di accertamento.
Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo sarebbe finito all’interno di un serbatoio dello stabilimento, ma la sequenza esatta dei fatti resta incerta e al centro delle verifiche delle autorità. Alcuni colleghi, resisi conto della sua scomparsa, avrebbero tentato di raggiungerlo e recuperarlo, senza riuscirvi. Successivamente sono intervenuti i Vigili del Fuoco, che sono riusciti a entrare nel serbatoio, ma l’operaio è stato rinvenuto privo di vita. Sul posto sono arrivati anche i sanitari del 118, i Carabinieri e gli operatori dello Spisal, incaricati delle verifiche in materia di sicurezza sul lavoro. L’area interessata è stata posta sotto sequestro e la Procura ha aperto un fascicolo disponendo l’autopsia sul corpo.
Operaio cade e muore in un serbatoio di una distilleria a Udine. L’azienda: “Non sembra un incidente”
Le indagini sono attualmente affidate agli ispettori dell’Azienda sanitaria, chiamati a chiarire le cause e le eventuali responsabilità dell’accaduto. L’allarme è scattato nel momento in cui è stata notata l’assenza del dipendente, facendo ipotizzare che potesse trovarsi all’interno del serbatoio. Nel frattempo, la proprietà dello stabilimento, il gruppo Caffo, ha diffuso una nota in cui “esprime il più profondo cordoglio per la tragica scomparsa del proprio collaboratore, esperto e diligente lavoratore, in servizio da 33 anni presso lo stabilimento“. Nello stesso comunicato viene precisato che la morte “dai primi riscontri non sembra, al momento, attribuibile ad un incidente“. L’azienda ha inoltre dichiarato che “la proprietà, il direttore ed i colleghi, ancora increduli, si stringono con sincera partecipazione alla sua famiglia“, aggiungendo che resta “a disposizione delle autorità competenti” e in attesa degli esiti delle verifiche in corso “al fine di chiarire con precisione la dinamica di quanto accaduto“.