Un’inchiesta della Procura della Repubblica di Milano sta scuotendo il gruppo Ops, attivo nel settore delle telecomunicazioni e dei media. Le indagini, coordinate dal procuratore Marcello Viola, hanno portato al sequestro di azioni e quote di quattro società del gruppo, tra cui tre quotate sul mercato Euronext Growth Milano. Le accuse riguardano manipolazione di mercato, false comunicazioni sociali e malversazioni di erogazioni pubbliche.
Al centro dell’inchiesta c’è Ciro Di Meglio, amministratore delegato del gruppo Ops, insieme ad altri 33 tra consiglieri, sindaci, amministratori e professionisti. Le indagini hanno evidenziato condotte illecite finalizzate a sottoscrivere fittizi aumenti di capitale, drenare liquidità dalle società quotate e raccogliere fondi attraverso finanziamenti garantiti dallo Stato, destinati a fini diversi da quelli indicati nei contratti.
Le società coinvolte e i reati contestati
Le società coinvolte nell’inchiesta sono Ops eCom (ex Giglio Group), Ops Retail (già Netweek) e Ops Italia (già EEMS Italia). Le ipotesi di reato contestate includono manipolazione del mercato, ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità di vigilanza, false comunicazioni sociali per le società quotate, formazione fittizia di capitale e malversazioni di erogazioni pubbliche.
Le indagini hanno anche evidenziato l’utilizzo distorto dei Prestiti Obbligazionari Convertibili non standard (POC) strumenti finanziari utilizzati per raccogliere oltre 30 milioni di euro. Secondo le accuse, l’amministratore delegato avrebbe ottenuto un vantaggio economico derivante dalla vendita delle nuove azioni emesse nell’ambito dei POC e dall’incasso di consistenti commissioni.
Il ruolo di Luca Carleo e le dimissioni
Luca Carleo, nominato il 28 luglio responsabile vicario regionale per la Lombardia di Futuro Nazionale, è uno dei nove coinvolti nell’inchiesta. Carleo, che aveva delega alla Città Metropolitana di Milano, è stato indagato e ha deciso di dimettersi dall’incarico. Le indagini sono state condotte anche con la collaborazione della Consob, che ha evidenziato condotte illecite da parte degli amministratori delle società quotate.
Le società del gruppo Ops, per posticipare il gravissimo stato di dissesto in cui versavano, hanno stipulato contratti di finanziamento con una società inglese. In cambio della liquidità fornita, la società inglese avrebbe ottenuto un quantitativo di azioni corrispondenti all’importo del prestito erogato. Tuttavia, è stato accertato che il sottoscrittore era una società italiana le cui quote sono state oggetto di sequestro.
Le conseguenze legali e le misure cautelari
Il Nucleo Speciale di Polizia Valutaria di Roma, su delega della Procura della Repubblica di Milano, ha eseguito un decreto di sequestro preventivo delle azioni e delle quote delle società coinvolte, oltre a oltre 100.000 euro, ritenuti profitto del reato di manipolazione di mercato. Contemporaneamente, sono in corso interrogatori preventivi nei confronti di altri indagati.
Le indagini hanno evidenziato come le società quotate abbiano utilizzato strumenti finanziari in modo distorto, causando danni al mercato e ai sottoscrittori. Le condotte illecite hanno portato a un deprezzamento dei titoli e a un inganno del mercato, con conseguente diluizione del numero di azioni disponibili.
