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Osama Bin Laden: ecco chi era il terrorista dell’11 settembre

Esattamente sei anni fa, il 2 maggio 2011, Barack Obama comunicava al mondo l'uccisione di Osama Bin Laden, leader di al-Qaeda

Bin Laden

Esattamente sei anni fa, il 2 maggio del 2011 il presidente degli Stati Uniti Barack Obama rendeva noto a tutto il mondo che i Navy Seals dell’esercito statunitense avevano ucciso Osama Bin Laden. Il leader di al-Qaeda era stato fucilato durante un’operazione in un compound presso Abbottabad, nello stato del Pakistan.

Osama Bin Laden è nato a Riyad, in Arabia Saudita, nel 1957. La sua era una ricca famiglia di etnia kindita yemenita e di religione musulmana sunnita. Nel 1979 raggiunse il Pakistan, dove si unì ai mujaheddin che stavano combattendo in Afghanistan contro l’invasione sovietica. Li aiutò tra l’altro finanziariamente, oltre che a reclutare combattenti provenienti dal mondo arabo.

Nel 1988 Bin Laden fondò l’organizzazione terrorista al-Qaeda. Nel 1992, dopo essere stato esiliato dall’Arabia Saudita, si trasferì quindi in Sudan, da cui si dovette allontanare nel 1996. In quello stesso anno Osama Bin Ladan si trasferì in Afghanistan sotto la protezione del regime dei talebani.

Da lì proclamò una vera e propria guerra agli Stati Uniti, dando adito a numerosi attentati contro gli Usa.

Nel corso del 1998 Bin Laden è diventato uno degli uomini più ricercati dall’FBI (Federal Bureau of Investigation). Questo avvenne soprattutto dopo il suo coinvolgimento negli attentati contro le ambasciate statunitensi in Kenya e Tanzania, avvenuti entrambi il 7 agosto 1998. In quegli attentati persero la vita 224 persone.

Bin Laden e l’11 settembre 2001

L’11 settembre 2001 alcuni terroristi di al-Qaeda misero in atto il più immane attentato di sempre. Due aerei dirottati da uomini dell’organizzazione si andarono a schiantare contro le Torri Gemelle. Un terzo aereo si lanciò contro il Pentagono. Un altro ancora si schiantò al suolo dopo la ribellione dell’equipaggio. Da quel momento Bin Laden divenne il principale obiettivo all’interno della cosiddetta guerra al terrorismo. Ovvero la guerra lanciata dagli Stati Uniti contro le organizzazioni terroristiche internazionali, soprattutto quelle legate al terrorismo islamico.

In ogni caso, per quasi dieci anni Bin Laden è rimasto ben nascosto e non si ebbero particolari notizie sul suo conto.

Il 2 maggio 2011, però, l’allora presidente americano Barack Obama comunicò che il leader di al-Qaeda era stato ucciso nel corso di una operazione condotta da alcuni Navy Seals dell’esercito presso un compound ad Abbottabad, in Pakistan. Poco dopo la sua morte, il corpo di Bin Laden fu sepolto in mare. Al-Qaeda ha confermato la sua morte del suo leader il 6 maggio seguente, promettendo vendetta.

Bin Laden e le sue strategie

Nell’insieme, le strategie di Bin Laden contro nemici molto più grandi del suo stato, come l’Unione Sovietica e gli Stati Uniti, consisteva nel tentativo di indurle a una lunga guerra di logoramento sul territorio di paesi musulmani. In questo modo sperava di attirare un grosso numero di jihadisti che non si sarebbero mai arresi. Bin Laden riteneva che questo avrebbe portato al collasso economico delle nazioni nemiche. I manuali di al-Qaeda precisano con estrema chiarezza questa strategia.

In una registrazione del 2004 trasmesso da al-Jazeera, Bin Laden parlò di “insanguinare l’America fino al punto della bancarotta”.

Il primo attacco di Bin Laden contro gli Stati Uniti avvenne nei confronti di un gruppo di soldati che alloggiavano in un albergo nello Yemen. I militari erano però partiti due giorni prima per la Somalia. In quell’occasione, nel bombardamento dell’hotel morirono “solamente” due turisti austriaci. Secondo alcune fonti, Osama avrebbe anche pianificato e diretto l’attentato al World Trade Center del 1993. Avrebbe quindi ideato, con la complicità del terrorismo indonesiano, il progetto Bojinka, sventato poi a Manila il 6 gennaio 1995.


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