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Ottimizzare il funnel: strategie data-driven per aumentare il ROAS

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I dati ci raccontano una storia interessante: una strategia pratica per ottimizzare il funnel e aumentare il ROAS

Come ottimizzare il funnel con dati e creatività

I dati raccontano una storia interessante: la combinazione di analisi e creatività determina l’efficacia delle campagne. Giulia Romano, ex Google Ads specialist, indica come misurare e testare ogni fase del funnel per migliorare il ritorno sugli investimenti.

Trend: il marketing oggi è una scienza tra creatività e dati

Ottimizzazione funnel non è più un optional. I dati ci raccontano una storia interessante: gli investimenti pubblicitari scalano solo se collegati a un attribution model robusto e a test creativi continui. Nella sua esperienza in Google, Romano ha osservato campagne con CTR elevati che fallivano in fase di conversione per assenza di una visione unificata del customer journey.

Analisi dati e performance

I dati raccontano una storia interessante: il primo passo è misurare. Vanno impostati eventi chiave su tutte le piattaforme e va utilizzata la Google Marketing Platform per consolidare i touchpoint. Occorre monitorare il CTR per fase, ma valutare soprattutto il ROAS per cohort e per canale. Il marketing oggi è una scienza: segmentazione, modelli di attribuzione e test A/B devono guidare le decisioni.

Analisi esempio: su 30 giorni, canale A mostra CTR 4,2% ma ROAS 1,8; canale B CTR 2,1% ma ROAS 3,6. Questo indica che il customer journey di canale B è più qualificato nonostante un CTR inferiore. Per ottimizzare il funnel è necessario monitorare i ROAS per cohort nel tempo e adeguare l’attribution model agli obiettivi di conversione.

Case study: e-commerce di moda (storia avvincente)

Un e-commerce di moda mostrava traffico stabile ma conversioni insufficienti. L’intervento ha riorganizzato il funnel in quattro fasi e adottato un attribution model costruito su dati di prima parte.

Gli interventi implementati sono stati mirati e misurabili:

  • segmentazione utenti per comportamento (view, add to cart, checkout);
  • test creativi per annunci dinamici con focus sulle value props;
  • remarketing cross-channel con messaggi differenziati per fase del funnel;
  • implementazione di eventi di micro-conversion per ottimizzare il bidding.

I risultati osservati in 90 giorni evidenziano miglioramenti concreti:

  • +38% ROAS aggregato;
  • -22% costo per acquisizione (CPA);
  • +12% tasso di conversione nel segmento remarketing;
  • aumento del valore medio d’ordine (AOV) del 9% grazie a creative upsell.

I dati ci raccontano una storia interessante: il progresso non è derivato dall’incremento di traffico, bensì da un’attribuzione più accurata e da creatività contestualizzate per ciascuna fase del funnel.

Per ottimizzare la strategia è essenziale monitorare i ROAS per cohort nel tempo e aggiornare l’attribution model in base agli obiettivi di conversione. Prossimi sviluppi attesi comprendono l’estensione dei test creativi e la misurazione cross-device per affinare ulteriormente le metriche di performance.

Tattica di implementazione pratica

Giulia Romano presenta un metodo operativo in cinque passaggi per ottimizzare funnel e performance. Il protocollo è pensato per team marketing di e-commerce e si integra con le analisi già descritte.

Metodo in 5 step, replicabile:

  1. Audit tecnico: verificare il tracking, gli eventi e la coerenza cross-domain. Correggere discrepanze tra dati client e server prima di ogni test.
  2. Definizione funnel e micro-conversion: mappare le fasi da awareness a purchase e identificare le micro-conversion critiche (views → add to cart → checkout → purchase).
  3. Scelta dell’attribution model: preferire approcci data-driven quando disponibili; in assenza, adottare un modello basato su regole con pesi per touch di middle e late funnel.
  4. Test creativi e segmentazione: costruire varianti annuncio per ogni fase del funnel e valutare CTR e conversion rate su segmenti distinti.
  5. Iterazione mensile: analizzare cohort, aggiornare audience e riallocare budget verso canali con miglior ROAS. Documentare le modifiche e i risultati per replicabilità.

Checklist tecnica essenziale: Tag Manager aggiornato; eventi e-commerce verificati; import delle conversioni offline se presenti; dashboard con metriche per channel, campaign e audience.

Giulia Romano osserva che «i dati raccontano una storia interessante» quando test e attribution sono coerenti. I prossimi sviluppi attesi includono l’estensione dei test creativi e la misurazione cross-device per affinare ulteriormente le metriche di performance.

KPI da monitorare e ottimizzazioni

Il paragrafo prosegue l’analisi pratica del metodo Romano e introduce i principali indicatori e le azioni operative. I dati servono a orientare le decisioni di riallocazione e testing.

Principali KPI:

  • ROAS per canale e per campagna
  • CTR e conversion rate per fase del funnel
  • CPA per segmento
  • Percentuale di abbandono tra le fasi del funnel
  • AOV (valore medio d’ordine) e LTV (lifetime value)

Ottimizzazioni consigliate:

  • Riallocare il budget verso i canali con miglior ROAS e LTV, privilegiando le campagne con segnali di crescita sostenibile
  • Ridurre il CPA impiegando segmenti lookalike costruiti su utenti ad alto valore
  • Implementare un piano di test creativo continuo per aumentare il CTR nelle fasi early funnel
  • Rivedere periodicamente l’attribution model in funzione dei nuovi dati e delle analisi cross-device

Il monitoraggio deve essere strutturato con report settimanali per operazioni tattiche e analisi mensili per decisioni strategiche. I prossimi sviluppi attesi comprendono l’ampliamento dei test creativi e la misurazione cross-device per affinare ulteriormente le metriche di performance.

Sviluppi attesi

Il marketing oggi è una scienza: la combinazione di creatività e rigore analitico continua a premiare le strategie misurabili. Giulia Romano, ex Google Ads specialist, osserva che le campagne che tracciano ogni touchpoint e riallocano budget e creatività in base al ROAS e al comportamento utente ottengono risultati più sostenibili nel tempo. L’attribution model adeguato e l’ottimizzazione del funnel restano elementi centrali per scalare la performance. Tra i prossimi sviluppi attesi figurano l’ampliamento dei test creativi e una misura cross-device più integrata per affinare le metriche di performance.