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Pamela Genini, Francesco Dolci denuncia nuove intimidazioni: “Ho ricevuto la tac di una testa”

Pamela Genini, Francesco Dolci denuncia nuove intimidazioni: “Ho ricevuto la tac di una testa”

Caso Pamela Genini, Dolci denuncia nuove minacce: ricevuta una Tac alla testa da un numero anonimo. Ecco gli ultimi aggiornamenti sul caso.

Francesco Dolci torna a parlare del caso Pamela Genini e denuncia una nuova intimidazione: l’ex compagno della 29enne sostiene di aver ricevuto su WhatsApp immagini di una Tac alla testa da un numero anonimo. Un episodio che, secondo il 41enne, si aggiungerebbe a una serie di minacce già segnalate alle autorità.

Il caso dei soldi di Pamela e il rapporto con la famiglia: le accuse di Francesco Dolci

Durante l’ultimo intervento televisivo a Quarto Grado, Dolci avrebbe affrontato il rapporto con i familiari di Pamela Genini e il possibile movente economico al centro delle indagini. Attraverso il suo legale, avrebbe sostenuto che le intimidazioni sono iniziate dopo che è stata sollevata la questione delle disponibilità economiche della 29enne. Secondo quanto riferito, si tratterebbe di una cifra vicina al milione di euro, tra denaro custodito in cassette di sicurezza e somme presenti sul conto corrente.

Il 41enne avrebbe precisato di non nutrire rancore nei confronti della famiglia della giovane, ma pare abbia parlato di tensioni nei rapporti tra Pamela e il compagno della madre Una Smirnova, affermando che tra loro non ci sarebbero stati buoni rapporti. Dolci avrebbe poi invitato la madre della ragazza a “dire la verità”, sostenendo di essere a conoscenza di conversazioni e messaggi in cui un’amica di Pamela avrebbe raccontato dei “brutti giri” in cui la giovane si sarebbe trovata coinvolta.

Dichiarazioni sulle quali non emergono, al momento, conferme ufficiali.

Nel corso della trasmissione pare abbia parlato anche del rapporto con Gianluca Soncin, reo confesso dell’omicidio di Pamela. Dolci ha spiegato di non averlo mai conosciuto personalmente, se non attraverso alcune immagini viste sui social e il video mostrato in tribunale, precisando di averlo incontrato soltanto la notte della morte della ragazza, quando si trovava nell’ambulanza.

Infine, durante il confronto con il giornalista Carmelo Abbate, è tornato il tema del presunto giro di denaro. Abbate ha chiesto a Dolci chiarimenti su un possibile audio riguardante una richiesta di restituzione di una somma importante di denaro, invitandolo a verificare tra i file del telefono già acquisito dagli inquirenti. Dolci ha risposto di non aver ancora ritrovato la registrazione. Secondo Abbate, proprio gli aspetti economici potrebbero essere collegati alla morte di Pamela, mentre Dolci continua a sostenere la propria posizione e a respingere ogni accusa.

Pamela Genini, la denuncia di Francesco Dolci: “Da numero anonimo foto sospette di una tac alla testa”

Francesco Dolci, unico indagato per il presunto vilipendio del cadavere di Pamela Genini, ha denunciato una nuova intimidazione ricevuta nei giorni scorsi. L’ex compagno della 29enne, uccisa lo scorso ottobre da Gianluca Soncin, ha raccontato di aver ricevuto su WhatsApp, da un numero sconosciuto con prefisso estero, alcune immagini di una Tac alla testa accompagnate da un referto medico. Il messaggio sarebbe arrivato il 22 luglio e, secondo Dolci, rappresenterebbe l’ennesimo episodio di minacce dopo gli insulti sui social, le intimidazioni e la lettera minatoria trovata nella cassetta delle lettere dell’abitazione della madre.

Intervenuto a Morning News, il 41enne ha definito la vicenda una “coincidenza assurda”, considerando che l’immagine ricevuta riguarda una testa mentre lui è coinvolto nell’inchiesta sulla profanazione della salma di Pamela. “Spero che sia un errore”, ha dichiarato, spiegando però di aver ritenuto necessario rivolgersi ai carabinieri. Dolci ha inoltre parlato di altri episodi sospetti, citando anche un guasto alla linea elettrica che alimentava il cancello automatico e il sistema di videosorveglianza della sua abitazione, avvenuto poco prima del ritrovamento della lettera minatoria.

Secondo l’impresario bergamasco, che continua a ribadire la propria estraneità ai fatti contestati, dietro queste azioni ci sarebbe un unico disegno. A suo dire, le pressioni non avrebbero riguardato soltanto lui, ma anche altre persone vicine alla vittima. “La famiglia di Pamela non lo dice, ma secondo me le ha ricevute e le hanno ricevute anche loro”, ha affermato, sostenendo di essere l’unico ad aver scelto di parlare pubblicamente.

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