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Pavia, morta 81enne vaccinata con 4 dosi: era stata ricoverata per ictus, disposta l’autopsia

"Non siamo stati informati della seconda vaccinazione effettuata su nostra madre mentre era ricoverata", dichiara un figlio della vittima.

Pavia morta vaccinata 4 dosi

Dopo il caso della studentessa vaccinata a Massa con 4 dosi di Pfizer, a Pavia è morta una donna di 81 anni che aveva ricevuto 4 dosi di vaccino anti-Covid. La donna era ricoverata per la riabilitazione in seguito a un ictus.

Pavia, morta donna vaccinata con 4 dosi

Come raccontato dai suoi figli, la donna fino a pochi mesi fa godeva di buona salute. Per una questione di età, la signora è stata una delle prime a vaccinarsi contro il Covid. Ha ricevuto la prima dose di Pfizer il 4 marzo e la seconda il 25. Il 2 aprile ha avuto l’ictus. Per la donna è stato quindi necessario il ricovero allo stroke-unit del Policlinico San Matteo.

Dopo pochi giorni, è stata trasferita all’Istituto Maugeri, dove ha iniziato la riabilitazione.

I figli hanno fatto sapere che per mesi, a causa delle limitazioni imposte dalla pandemia, non hanno potuto fare visita alla madre. La situazione però stava migliorando. Poi, a giugno, una brutta ricaduta. Solo a luglio, quando ai figli della vittima è stato permesso di recarsi all’ospedale, si sono accorti che la madre aveva ricevuto due dosi di Moderna tra giugno e luglio.

Per accertare le cause del decesso è già stata disposta un’autopsia. Al momento, non è dato a sapere se sussiste una correlazione tra il vaccino e la morte dell’81enne. Tuttavia, i figli chiedono la verità e dichiarano: “Devono spiegarci perché nessuno ha pensato di chiamarci prima di vaccinarla”.

Pavia, morta donna vaccinata con 4 dosi: disposta l’autopsia

I familiari della vittima hanno sporto denuncia contro ignoti per fare chiarezza sulle cause del decesso e verificare l’eventuale presenza diun nesso causale sul sovradosaggio di vaccini e il peggioramento delle condizioni di salute della donna”.

A raccontare l’accaduto sono i figli della donna di 81 anni morta nel reparto di neuro-riabilitazione dell’Istituto Maugeri di Pavia, dove era ricoverata da metà aprile in seguito a un ictus. I figli si sono recati dai carabinieri e hanno fatto scattare la denuncia. Nella clinica hanno scoperto che le erano state somministrate due dosi del vaccino Moderna, prima il 26 maggio e poi il 5 luglio, nonostante alla donna avesse da tempo completato il ciclo vaccinale.

Le indagini sono state affidate al sostituto procuratore Valeria Biscottini, che ha già disposto l’autopsia sul corpo della donna, che sarà eseguita lunedì 2 agosto alle 8.30 all’istituto di Medicina Legale dell’Università di Pavia.

Pavia, morta donna vaccinata con 4 dosi: le parole dei figli

Non siamo stati informati della seconda vaccinazione contro il Covid effettuata su nostra madre mentre era ricoverata all’Istituto Maugeri per la riabilitazione dopo l’ictus. Se ci avessero avvisati prima, li avremmo bloccati visto che la mamma aveva già ricevuto il vaccino“. Così ha dichiarato uno dei figli della vittima, il quale ha fatto sapere:L’abbiamo scoperto per caso trovando una carta nel comodino vicino al letto di mia madre in ospedale. Vogliamo che sia fatta chiarezza sulle cause del suo decesso e capire se possa esserci un collegamento con il sovradosaggio di vaccini”.

Quindi ha raccontato: “Inizialmente pareva che non ci fossero problemi. Il percorso di recupero sembrava procedere nel migliori dei modi. Noi purtroppo non potevamo andarle a trovarla in ospedale per le restrizioni dovute alla pandemia”. La situazione ha subito un peggioramento a giugno: “Prima ci hanno detto che c’era un’infezione, poi che la mamma aveva contratto una polmonite. Ma i medici hanno sempre cercato di rassicurarci, garantendoci che sarebbe tornata a casa entro fine luglio”.

Pochi giorni fa però la situazione è apparsa irreversibile: “A quel punto siamo potuti finalmente andare in reparto: la mamma purtroppo era in stato vegetativo. Accanto al suo letto abbiamo trovato il foglio in cui sono indicate le due dosi di Moderna che ha ricevuto il 26 maggio e il 5 luglio. Devono spiegarci perché nessuno ha pensato di chiamarci prima di vaccinarla”.

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